“Purtroppo ci sono segnali preoccupanti sull’assorbimento delle risorse Europee in Sicilia. Rischiamo diverse decine di milioni di disimpegno già nel 2019, e di compromettere una parte importante della programmazione 2014-2020 se non interveniamo”. A lanciare l’allarme è Giuseppe Provenzano, il ministro per il Sud e la Coesione territoriale.

Un incontro con Regione e Commissione Ue

Per la sua prima uscita pubblica, Provenzano ha scelto Palermo, accogliendo così l’invito del presidente della regione siciliana Nello Musumeci. L’occasione per fare il punto sulle strategie da mettere in campo per il rilancio dell’economia in una regione soffocata da crisi e vertenze infinite, come Blutec e Almaviva, solo per citarne alcune. E, certamente, anche per porre l’accento sui ritardi e sulle emergenze: “Non mi interessano le cause e le responsabilità del passato – ha sottolineato il ministro -, ma mettermi a disposizione per trovare una soluzione comune perché non ci possiamo perdere un solo euro”. Un’apertura concreta, con la promessa di “farsi promotore di un incontro trilaterale tra me, il presidente Musumeci e la nuova commissaria europea per le Politiche di coesione per capire insieme come salvare la programmazione 2014-2020”. Un richiamo che arriva proprio al termine dell’incontro con il governatore siciliano, già annunciato nei giorni scorsi, al quale ha rinnovato “una profonda preoccupazione, che mi conforta essere condivisa, sullo stato di attuazione dei fondi europei in Sicilia”. Lo stesso governatore, quasi per giustificarsi, poco prima di cedere la parola al ministro, aveva a sua volta ricordato come “anche quest’anno stiamo correndo sperando di raggiungere la quota di spesa dei fondi comunitari stabilita da Bruxelles”. Aggiungendo poi, però, di confidare in “un rapporto di leale, serena, proficua collaborazione con governo Conte bis e in particolare con il ministro, anche in relazione alla sua importante delega. Avremo modo già nei prossimi giorni di fissare un calendario di incontri e lavori”.

“Mezzogiorno priorità del governo”

La Sicilia e il Mezzogiorno, ripete più volte il ministro quasi a rassicurare i suoi interlocutori, sono una priorità per il Conte-bis, quasi un segno di discontinuità con il passato. “Ci tenevo particolarmente a essere nella mia regione, in questa città che amo, Palermo, per dirvi che questo governo, dopo esecutivi in cui si faceva fatica a pronunciare persino la parola Mezzogiorno, e mi riferisco a una lunga stagione di oblio del Mezzogiorno e della Sicilia, assume l’impegno per lo sviluppo del Sud tra le sue priorità”. Tra i punti all’ordine del nuovo Governo c’è anche un nuovo rapporto con l’Europa che deve essere di confronto leale, ma anche di protagonismo dell’Italia e del Sud. “In questo quadro la Sicilia è strategica, la Regione deve superare e spezzare il suo isolamento. E al Mediterraneo dobbiamo guardare come un orizzonte determinante”. Non mancano, tuttavia, anche le critiche costruttive: “Abbiamo potenzialità inespresse enormi sul turismo, sull’agricoltura, ma una grande regione come la Sicilia, però, non può vivere senza industria. Dobbiamo discutere di cosa e come produrre ma dobbiamo tornare a produrre”.

Rischio “desertificazioni produttiva”

Il monito di Provenzano rimanda ai diversi tavoli aperti in Sicilia ma, ricorda ancora una volta Provenzano, mentre le vertenze industriali nel resto del Paese si avviano a soluzioni molto spesso, nel Mezzogiorno e, soprattutto, nella regione, “una crisi rischia di diventare l’anticipo di un processo di desertificazione produttiva che non possiamo accettare”. E forse, non a caso, prima dell’incontro con il presidente Musumeci ha fatto tappa anche a Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo, per conoscere i lavoratori Almaviva. Decimati da una crisi senza fine, poco prima dell’estate il colosso dei call center in Italia aveva annunciato un piano di esuberi per circa 1600 operatori su un bacino di 2700. Provenzano ha promesso così di riportare una «vertenza urgente e delicata» al tavolo nazionale del Mise, ma «non sarà sufficiente chiamare Almaviva. Il punto decisivo è la convocazione dei committenti. Ed è necessario che questo percorso si avvii nel rispetto della dignità del lavoro e dei salari: ho avuto modo di vedere la busta paga di qualcuno di voi – ha aggiunto rivolgendosi alla sala gremita di lavoratori – che è sotto la soglia della dignità del lavoro, e questo lo trovo inaccettabile». Poco prima, nella lunga visita nel capoluogo, c’è stato tempo anche per un incontro in forma privata con il sindaco Leoluca Orlando. Non solo nella sua veste di primo cittadino di Palermo, ma anche e soprattutto come presidente dell’Anci Sicilia. «Ho ricevuto una lettera da parte di alcuni amministratori con la richiesta di un incontro – ha concluso il ministro – Attraverso Orlando, il presidente dei sindaci siciliani, ho voluto incontrare tutti gli amministratori per inviare un messaggio: nessun sindaco deve sentirsi abbandonato in Sicilia e nel resto del Sud come è avvenuto sinora».