“Alexa? Rispetto a Momo è un semplice assistente”. Così Edoardo Scarso, fondatore della startup siciliana Morpheos insieme al fratello Davide, liquida il software Amazon. Lui e il suo team hanno investito quattro anni di lavoro e quasi due milioni di euro in Momo. È una “lampada sapiente”. Oltre a illuminare e arredare, è dotata di sensori per il controllo dell’ambiente gestiti da un sistema di intelligenza artificiale che, collegandosi a gli oggetti connessi della casa, gestisce tutti gli aspetti di una abitazione, adattando automaticamente gli ambienti in base a ciò che accade, alle abitudini e alle preferenze degli utenti.

Com’è nato Morpheos

Elencata tra le 27 società più innovative d’Italia da Forbes, Morpheos conta di chiudere il 2019 con un fatturato di 500 mila euro. Ha un team di dieci persone, che lavorano tra Milano, Shanghai e la prima sede, a San Gregorio di Catania. Morpheos è nata nel 2014 con l’obiettivo di portare avanti una ricerca orientata alla creazione e alla produzione di soluzioni in grado di migliorare la vita umana. Da quell’inizio le cose hanno preso ad andare veloce. Momo ha debuttato al Ces di Las Vegas, una delle fiere tecnologiche più importanti al mondo. Un primo finanziamento di Invitalia ha permesso di sviluppare il reparto di ricerca e sviluppo per portare avanti il progetto. Nel 2015 ecco Momo nel suo aspetto contemporaneo: un assistente domestico a forma di lampada. Scelta per essere “un oggetto non invasivo che può integrarsi nelle abitazioni”.

Come funziona Momo

Momo rende intelligente qualsiasi telecamera collegata, trasformandola in un dispositivo in grado di riconoscere volti, suoni, animali e quello che sta succedendo negli ambienti casalinghi. Inoltre, come spiega Scarso, “collegando altri dispositivi smart, Momo può imparare le abitudini degli utenti e creare automaticamente gli scenari abituali, senza una continua interazione”. Infatti, il sistema capisce da solo quando l’utente esce di casa, quando accende la luce, fa trovare sempre il clima corretto in casa, illumina gli ambienti quando ce n’è bisogno, regola l’intensità della luce in funzione di quello che si sta facendo e attiva il sistema di allarme quando si esce. “A differenza dei dispositivi come Amazon Echo e Google Home, Momo protegge la privacy di chi lo utilizza”. Infatti la tecnologia sviluppata da Morpheos può elaborare tutte le informazioni legate all’ambiente in cui viene inserito senza necessariamente utilizzare internet. “Tutte le informazioni degli utenti rimangono sul dispositivo, in locale. Quindi garantiamo la massima privacy dei dati, cosa che ancora non esiste sul mercato”.

Quei fondi regionali mai arrivati

Nonostante la tecnologia e il team di Morpheos si sposti tra Milano e Shanghai, c’è molta Sicilia in questo progetto. “Tutta l’azienda è siciliana”, sottolinea il fondatore. “Ingegneri, sviluppatori e tecnici sono tutti siciliani. Il brevetto di Momo è siciliano. In questo momento la società è partecipata per il 98 per cento da siciliani. Rimaniamo ben ancorati in Sicilia, anche se qui abbiamo avuto qualche difficoltà”. Dopo aver pianificato una serie di progetti con università e aziende di ricerca e sviluppo per realizzare nuove tecnologie di intelligenza artificiale e Internet of Things, nel 2017 Morpheos ha partecipato a dei bandi regionali di finanziamento, arrivati con mesi di ritardo. Oggi, dopo due anni, la Regione non è riuscita né a dare comunicazione sull’esito di molte gare né a sbloccare i fondi per quelle approvate. “Abbiamo pianificato il nostro lavoro sul fatto di ottenere dei finanziamenti, che però stiamo ancora aspettando”, spiega Scarso. Nonostante le difficoltà, dopo esser partiti nel 2014 con un capitale di 50 mila euro, oggi l’azienda è arrivata a investire circa 2 milioni di euro nel progetto. Risorse che per tre quarti sono rimaste sul territorio siciliano. “Oltre al team, molti fornitori li abbiamo trovati nella regione, cosa che per noi è stata motivo di orgoglio. Prima – spiega Scarso – cercavamo fornitori all’estero e in giro per l’Italia, ma poi abbiamo scoperto che a 10 km da noi c’erano realtà eccellenti e avanzate con cui collaborare. Questo mi rincuora da una parte, dall’altra mi piacerebbe che ci fosse più cooperazione, che ci si possa conoscere e fare rete”.

Crescere nel mondo restando in Sicilia

La tecnologia alla base di Momo è diventata un prodotto che Morpheos ha pensato di proporre ad aziende che vendono prodotti o servizi, e che volevano entrare sul mercato con una propria idea da sviluppare con l’intelligenza artificiale. Un approccio che ha pagato immediatamente. “Quest’anno – sottolinea Scarso – abbiamo chiuso una prima partnership con Vitrum Design, eccellenza made in Italy dell’arredo domotico”. Inoltre, proprio partendo da Momo, Morpheos sta sviluppando un sistema di assistenza per gli anziani, ampliando nello stesso tempo la piattaforma per la gestione di interi edifici. Ci sono altre novità in arrivo, ma Scarso resta abbottonato: “Posso solo dire che realizzeremo nuovi prodotti per una importantissima azienda italiana nota in tutto il mondo, che speriamo di poter svelare tra qualche mese”. Scarso e tutto il team di Morpheos guardano al mondo. “Attualmente abbiamo avviato un gruppo di lavoro presso lo Shanghai Technology Innovation Center, grazie a un programma di internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo economico, il Global Startup Program. A novembre saremo presenti al China International Import Expo di Shanghai per presentare la nostra soluzione sul mercato cinese e presto apriremo una filiale in Cina”. Ma la Sicilia, culla del progetto, resta centrale. “Puntiamo a far crescere la sede di Catania come unità di ricerca e sviluppo, ampliando il team e continuando a sviluppare nuove tecnologie e nuovi progetti in Sicilia”.