Il 3 ottobre il governo ha indicato la sua agenda in diretta tv. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si è presentato a Piazza Pulita, su La7, e affermato che “quota 100, fortunatamente, andrà ad esaurimento e noi di certo non la rinnoveremo”. Sembra quindi segnata la sorte dell’anticipo pensionistico per chi ha almeno 62 anni d’età e 38 di contributi versati.

Gualtieri dice addio a Quota 100

Il Pd, partito di Gualtieri, non aveva mai nascosto le perplessità su Quota 100. E il Movimento 5 Stelle, nonostante facesse parte del governo che ha varato la misura, si è più che altro accodato alla Lega, che l’aveva fortemente voluta come segnale di superamento delle legge Fornero. Quota 100 è nata come misura temporanea. Una norma con la data di scadenza, insomma. In vigore dal 2019 al 2021. Per cassarla non è quindi necessario abrogarla. Basta non rinnovarla. E questo è l’orientamento di Gualtieri.

Niente interventi in Manovra

Arrivare a scadenza vuol dire anche un’altra cosa: Quota 100 non sarà toccata né in questa legge di Bilancio né nella prossima. Sempre su La7 e sempre il 3 ottobre, a L’Aria che tira, il segretario del Pd Nicola Zingaretti lo aveva accennato, pur senza la stessa perentorietà di Gualtieri: nella manovra “Quota cento non si tocca perché si andrà a una verifica a scadenza”. Forse non ci sarà neanche quella. Nel frattempo, niente correttivi, di cui pure si era vociferato (come un innalzamento dell’età minima a 64 anni). Gualtieri ha definito “complicato e controproducente smontare quello che c’era prima, soprattutto quando si sono determinati diritti acquisiti delle persone, che hanno negoziato gli scivoli con le aziende”. Tradotto: intervenire a un anno di distanza creerebbe più problemi che benefici. Anche perché gli effetti della misura sulle casse dello Stato sono al momento inferiori alle attese.

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Cosa succederà da qui al 2021

Secondo gli ultimi dati pubblici dell’Inps, le domande presentate sono state poco meno di 176 mila, circa un terzo in meno del previsto. Il risparmio rispetto alla spesa prevista (3,78 miliardi) sarebbe del 45 per cento, pari a 1,76 miliardi. Si va quindi anche verso un esborso inferiore rispetto agli 8,8 miliardi indicati dalla Ragioneria generale dello Stato tra il 2020 e il 2021. Arrivare a scadenza sembra quindi un peso sopportabile. Molto più oneroso sarebbe stabilizzare la norma: la spesa potrebbe essere di 63 miliardi di euro da qui al 2036. Rimane pur sempre un’incognita: non intervenire adesso lascia Quota 100 esposta all’evoluzione politica dei prossimi due anni. Gualtieri ha sottolineato che “noi di certo non la rinnoveremo”. “Noi”, cioè l’attuale governo. Se la maggioranza cambiasse (e con la Lega che è ancora primo partito) l’addio a Quota 100 non sarebbe più così scontato.