Un crollo ogni tre giorni: è quello che avviene all’interno delle scuole italiane secondo l’ultimo rapporto “Imparare Sicuri” di Cittadinanzattiva. Solo in Sicilia, da settembre 2018 a luglio 2019 se ne sono verificati sette: peggio dell’Isola, solo Lombardia (16), Lazio (10) e Campania (8). Sul bilancio, pesano le mancate manutenzioni e la noncuranza in termini di certificazioni e verifiche di sicurezza. Piani di prevenzione incendi, test di collaudo statico e rispetto delle norme antisismiche dovrebbero essere scontate. E invece sono rarità.

Prevenzione incendi e terremoti: assente

Sempre secondo Cittadinanzattiva, meno di un edificio scolastico siciliano su quattro è in possesso del Piano di prevenzione incendi, solo il 7 per cento ha effettuato la verifica di vulnerabilità sismica e nel 3 per cento dei casi sono stati messi in atto miglioramenti strutturali per rendere gli edifici più sicuri in caso di terremoto. Dei 3.669 edifici scolastici siciliani, appena 1.690 sono in possesso, secondo il Miur, di certificato di collaudo statico. Uno su due, quindi, non ha effettuato (o non con esito positivo) le necessarie verifiche di valutazione sulle proprie componenti strutturali. E il 75 per cento non è adeguato alla vigente normativa antisismica. Una situazione già preoccupante di per sé che si aggrava se si pensa (e vale la pena di ricordarlo) che gran parte degli edifici scolastici siciliani (3.378 su 3.669) è collocata in aree ad alto rischio sismico.

Collaudo statico: assente

Il collaudo statico è la procedura che valuta la tenuta delle componenti strutturali di un edificio. In Sicilia la situazione è simile in tutte le province, con oscillazioni minime. Al primo posto per inadempienza troviamo Agrigento (il 58 per cento degli edifici, 214 su 370, è senza certificato) e Messina (identica percentuale, che vuol dire 343 scuole su 589). Con un punto percentuale in meno ci sono Trapani (208 inadempienti su 368) e Caltanissetta (105 scuole su 184 senza certificato). A Enna il collaudo statico manca al 53 per cento degli edifici (88 su 165), a Catania e Palermo al 52 per cento (rispettivamente 391 scuole su 749 e 404 su 775). A Ragusa risultano senza certificato 119 edifici su 236. Sotto la soglia del 50 per cento troviamo solo Siracusa, provincia in cui il collaudo manca al 46 per cento delle scuole (107 su 233). L’assenza di certificazioni si somma una popolazione di edifici vecchi, che avrebbero bisogno di ristrutturazioni e interventi di manutenzione urgente: 2.068 delle scuole siciliane sono state costruite prima del 1976.

Sisma, a norma solo una scuola su quattro

La situazione peggiora ancora se si guarda ai dati relativi alla sismicità delle scuole. L’anagrafe edilizia del Miur, infatti, restituisce il numero di edifici che sono stati costruiti in seguito alle normative antisismiche vigenti (o che, anche se costruiti in precedenza, sono stati adeguati). In Sicilia, solo 919 scuole possono essere considerate antisismiche secondo i criteri di legge: appena una su quattro. In alcune province, addirittura, la percentuale di edifici non costruiti secondo le normative in vigore supera il 90 per cento: è il caso di Caltanissetta, dove sono solo 18 le scuole sicure. Ad Agrigento la problematica riguarda l’86 per cento degli edifici (320), a Ragusa e Catania l’81 per cento (192 e 610 scuole). A Enna e Siracusa circa il 30 per cento delle strutture sono allineate alle norme (49 e 53 scuole). A Palermo (224 edifici) e Messina (178), può essere considerato antisismico poco più del 30 per cento delle scuole. La provincia messa meglio (se così si può dire) è Trapani, dove la percentuale di scuole adeguate alla normativa antisismica arriva al 40 per cento (146 su 368). Ma di certo, non è un risultato che fa urlare al successo.

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I fondi a disposizione

Cosa si può fare? Le opportunità messe a disposizione dal Governo sono diverse. Per l’adeguamento alla normativa antincendio sono stati stanziati 133 milioni di euro, 98 per il triennio 2019-2021 e 35 per il 2021 (in questo caso è ancora in corso la definizione da parte delle Regioni dei Piani d’intervento). Per le verifiche di vulnerabilità degli edifici in zone ad alto rischio sismico, sono arrivati 105 milioni di euro. Si tratta di fondi già assegnati e utilizzati. Le verifiche, però, sono ancora in corso e non è ancora possibile, pertanto, fare un bilancio. È del 17 ottobre, infine, l’annuncio dell’arrivo di altri 65,9 milioni di euro stanziati dal Miur per il piano straordinario di prevenzione dei crolli di solai e controsoffitti. Gli enti locali, hanno tempo fino al prossimo 29 novembre per presentare candidatura e ottenere parte dei finanziamenti.