Parte da Catania la fabbricazione dei pannelli fotovoltaici bifacciali di tipo HJT, l’ultima tecnologia disponibile nata proprio a Catania. Nonostate l’efficienza oggi è di circa il 20 per cento e la potenza nominale poco sotto i 400W, sono capaci di produrre il 30 per cento di energia in più dei monofacciali. E si guarda già oltre. A produrli è 3SUN, la fabbrica di Enel green power, che ha appena inaugurato la nuova linea. “La fabbrica del sole” la chiamano e, con un investimento di 80 milioni di euro è diventata, come dicono il ceo di Green power Antonio Cammisecra e il responsabile 3Sun Antonello Irace, “l’impianto di produzione fotovoltaica più automatizzato al mondo. Opera in regime di ciclo continuo, 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno e produce circa 1.400 pannelli al giorno per un totale di 500 mila pannelli l’anno”. I soldi li hanno messi un po’ l’Europa con il progetto Horzon 2020, un po’ sono statali, altri regionali.

Com’è fatto

“Si tratta di una tecnologia ad eterogiunzione che coniuga due tipi diversi di silicio, l’amorfo e il cristallino”, spiega Antonello Irace. Grazie alla doppia faccia, la radiazione solare è catturata sia dalla superficie anteriore che posteriore. Si ottiene così una maggiore produzione di energia. “Sono pannelli capaci di garantire ottime prestazioni anche in condizioni climatiche estreme”, aggiunge Irace. A maggiore produttività, il nuovo pannello aggiunge resistenza. 3Sun fa sapere che “ha una robustezza capace di garantire una durata superiore a 35 anni” il che significa circa dieci anni in più rispetto ai 25 dei moduli precedenti. La struttura del pannello è vetro/vetro con 72 celle.

Una sfida per sé e al mondo

La nuova linea di produzione rappresenta una sfida per Enel green power sia per ottimizare i costi per le proprie strutture nel mondo, dato che i pannelli hanno l’obiettivo di riconvertire le proprie fabbriche, ma anche una sfida green al mondo. La lotta imprenditoriale è in particolare ai cinesi, il principale mercato al mondo del fotovoltaico. “In Cina, una fabbrica così, avrebbe impiegato 2000 persone perché lì la forza lavoro costa talmente poco che fanno tutto a mano. Noi abbiamo invece puntato a usare le nostre eccellenze intellettive e stiamo facendo un pannello che loro non sanno fare”, dice Irace. La sfida non è tanto nella produzione per Green power, “perché noi siamo piccoli come produttori e non vogliamo necessariamente farlo”, dice Cammisecra.

Intelligenza e non manualità

È stato ripetuto più volte dai vetici aziendali che la partita vogliono giocarla sul piano dell’innovazione, della ricerca. “Abbiamo solo un asset in Enel green power ovvero la nostra intelligenza e ci conquistiamo credibilità con quello che siamo”, dice Cammisecra. Il nuovo traguardo è già segnato: portare l’efficienza dei pannelli fotovoltaici bifacciali al 28 per cento nei prossimi cinque anni.