L’arrivo del nuovo anno segnerà l’addio agli scontrini fiscali e alle ricevute cartacee. I cittadini non avranno più carta termica tra le mani dopo avere pagato l’oggetto richiesto, ma un documento commerciale. Una sorta di scontrino elettronico che non ha valore fiscale. Un cambio di forma che non inficia la sostanza perché, esattamente come accade adesso, questo documento potrà essere conservato come garanzia del bene o del servizio pagato oppure, per un cambio merce. Per il consumatore non cambierà nulla dunque, ma non si può dire lo stesso per i commercianti. Il tutto per ridurre l’utilizzo della carta in favore dei documenti elettronici che dovrebbero consentire maggiore sicurezza e controllo.

Registratore di cassa telematico e credito d’imposta

Lo scontrino elettronico potrà essere emesso esclusivamente utilizzando un registratore telematico (RT), che altro non è altro che un registratore di cassa che si connette a internet. In alternativa si può adattare il registratore di cassa già in uso o, attraverso dispositivi mobili, accedere a una procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate. L’acquisto dello strumento è a carico del commerciante, anche se per l’anno in corso e il prossimo c’è un contributo sotto forma di credito d’imposta. È previsto un rimborso del 50 per cento della spesa sostenuta, ma in caso di acquisto il tetto massimo è di 250 euro, di 50 se invece si è provveduto ad adattare quello che si ha già. Non tutti vanno bene però. Ci sono delle caratteristiche tecniche da rispettare come stabilito dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016, consultabile nell’area tematica “Fatture elettroniche e Corrispettivi telematici” presente nella home page del sito dell’Agenzia. Si tratta di un obbligo che nello scorso anno ha riguardato chi ha potuto contare un volume d’affari superiore a 400 mila euro e che adesso si estende a tutti.

Moratoria di sei mesi poi le sanzioni

Per adeguarsi la legge prevede una moratoria di sei mesi prima di procedere alle sanzioni. Questo vuol dire che chi supera i 400 mila euro d’affari dovrà necessariamente dotarsi del nuovo strumento entro il primo gennaio 2020, gli altri avranno tempo entro il primo luglio 2020. Due le tipologie di ammende previste. La prima, come previsto dagli articoli sei, comma tre e 12 comma due del decreto legislativo n. 471/1997, per la mancata memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, o per incompletezza o falsità degli stessi, la seconda è accessoria. Nel primo caso la sanzione è pari al 100 per cento “dell’imposta relativa all’importo non correttamente documentato con un minimo di 500 euro”.
Come sanzione accessoria è invece prevista “la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, ovvero dell’esercizio dell’attività stessa, nei casi più gravi di recidiva”.

Vantaggi tecnici per i commercianti

Sebbene per i commercianti cambierà la procedura di emissione, il provvedimento dovrebbe facilitargli il lavoro dato che eviterà diversi passaggi. L’Agenzia delle entrate parla infatti di “semplificazioni e vantaggi per gli operatori economici”. Il registro dei corrispettivi, per esempio, non sarà più necessario dato che “la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati sostituiscono gli obblighi di registrazione delle operazioni effettuate in ciascun giorno”. Allo stesso modo non ci sarà più bisogno di conservare copia delle ricevute cartacee rilasciate ai clienti, nonché il libretto di servizio. “Tutte le informazioni sulla verificazione periodica saranno memorizzate e trasmesse
telematicamente all’Agenzia dall’apparecchio e potranno in qualsiasi momento essere consultate nel portale Fatture e Corrispettivi”.

Vantaggi economici dello scontrino elettronico

Accanto alle migliorie nel metodo di lavoro, secondo l’Agenzia delle entrate ci sarà anche un risparmio economico per gli operatori del commercio. “I costi per la verificazione periodica si riducono, rispetto a quelli sostenuti per i tradizionali registratori di cassa, in quanto si passa da una verificazione annuale a una biennale”. Il credito d’imposta ottenuto per l’acquisto o la modifica del registratore di cassa, inoltre, “può essere utilizzato in compensazione a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’Iva successiva al mese
in cui è stata registrata la fattura” dello strumento. Per chi invece era solito comprare i bollettari madre/figlia, non dovrà più farlo.