Ci sono più siciliani all’estero che nelle province di Caltanissetta, Enna e Ragusa. Messe insieme. Il totale degli iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani all’estero, ferma il conto a 768 mila, mentre nelle tre province risiedono in 760 mila. Il dato arriva dal rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, che mette la Sicilia al primo posto nazionale per numero di residenti all’estero: sono il 15 per cento rispetto ai cinque milioni di residenti nell’isola, il 14,5 del totale degli emigrati italiani. Tra i Paesi esteri con più siciliani il primo è la Germania, 240 mila (31 per cento del totale), seguito dai 99 mila del Belgio (13 per cento) e dai 92 mila dell’Argentina (12 per cento). Tra i comuni con più espatriati, ai primi due posti ci sono le città più popolose, Palermo e Catania, rispettivamente con 32 mila (5 per cento) e 21 mila espatriati (7 per cento). Messina, terzo comune per popolazione è invece solo quarta con 13 mila emigrati, il 5,6 per cento del totale della popolazione. A precederla c’è Licata che ne conta oltre 16 mila su una popolazione di 36, il 46 per cento.

Più espatriati che residenti in 19 comuni

Acquaviva Platani, in provincia di Caltanissetta (920 residenti), è il primo comune siciliano per percentuale di espatriati: al 31 dicembre 2016 erano 2450, il 264 per cento di quelli che ci vivono. Peggio in Italia fanno solo Castelnuovo di Conza, in Campania, che su 595 residenti conta 2860 residenti esteri, e Carrega Ligure in Piemonte, 85 anime con 296 residenti all’estero. Sant’Angelo Muxaro (Ag), Basicò (Me) Limina (Me), Pettineo (Me), Santa Elisabetta (Ag), Villarosa (En), Tripi (Me), Mirabella Imbaccari (Ct), Sutera (Cl), Cattolica Eraclea (Ag), Cianciana (Ag), Comitini (Ag), Bompensiere (Cl), Montedoro (Cl), San Biagio Platani (Ag), Lercara Friddi (Pa), Delia (Cl) e Valguarnera Caropepe (En) sono tutti comuni siciliani con più residenti all’estero che sul territorio comunale.

“Si resti arrinesci”, manifestazione a Palermo

Per contrastare il fenomeno dell’emigrazione giovanile a Palermo, è nata una campagna dal nome “si resti arrinesci“, promossa da padre Antonio Garau della parrocchia San Paolo Apostolo, nel quartiere Borgo nuovo. Uno slogan che è in aperto contrasto con il classico detto siciliano “cu nesci arrinesci”. Questa mattina, dalla piazza Verdi nel centro del capoluogo, un corteo con alcune centinaia di manifestanti ha spiegato le motivazioni. “Siamo nati con la convinzione che la Sicilia non è il posto in cui costruire il nostro futuro. C’è chi parte alla fine del ciclo scolastico, chi dopo l’università e la motivazione è sempre la stessa: la condizione economica precaria. Ogni famiglia siciliana conosce il fenomeno dell’emigrazione. Noi restiamo per lottare”, spiega uno dei giovani promotori.

Espatriati 2018, Sicilia terza

La Sicilia è al terzo posto nazionale per quanto riguarda gli emigrati nell’ultimo anno di rilevazione. Oltre 12 mila persone hanno lasciato il Paese, il 9 per cento del totale nazionale. Secondo i dati raccolti da Fondazione Migrantes sono stati 128 mila gli italiani espatriati, e le prime regioni in classifica sono la Lombardia, con 22.800 espatriati, e il Veneto a quota 13 mila. “Il 2014 – spiega Fondazione Migrantes nel rapporto – è stato l’ultimo anno che ha visto le partenze degli italiani essere inferiori alle 100 mila unità. Da allora l’aumento è stato continuo sino a superare le 128 mila partenze negli ultimi due anni con un aumento, quindi, del 36 per cento rispetto al 2014”. Un dato ancor più significativo se si considera il saldo negativo dovuto ai rimpatri, appena 3 mila, un terzo delle partenze e con un peso a livello nazionale dell’8,2 per cento. In Italia i rimpatri avvengono principalmente verso la Lombardia (8 mila pari al 19 per del totale delle iscrizioni Aire), il Veneto e il Lazio (entrambe circa 4 mila pari al 9 per cento), e la Campania (quasi 3 mila sopra al 8 per cento), quarta in classifica insieme alla Sicilia.