Occupati e disoccupati. Le stime Istat relative al 2018 non sono per nulla rosee in Sicilia. L’analisi non guarda i singoli Comuni ma i Sistemi locali del lavoro (Sll) che, fa sapere l’istituto, “sono costruiti come aggregazione di due o più comuni contigui sulla base dell’auto-contenimento dei flussi di pendolarismo giornaliero tra luogo di residenza e luogo di lavoro rilevati dall’Istat in occasione dei censimenti della popolazione e delle abitazioni”. Ecco perché i territori siciliani analizzati sono una settantina e non 390 quanto i Comuni dell’isola.

Il record di Bagheria

I dati relativi a chi ha un’età atta per il lavoro parlano chiaro: gli occupati sono pochi e i disoccupati tanti. A Bagheria ha un lavoro il 27 per cento dei residenti mentre sono molto più numerosi quelli che non ce l’hanno e lo stanno cercando (38 per cento). In altri casi le cifre sono molto vicine. A Cammarata, nell’agrigentino, per esempio, ma anche a Leonforte, nella provincia di Enna, la percentuale di occupazione è sui 30 punti e i disoccupati sono il 28 per cento. In una situazione simile anche Agrigento (31/27), Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, con un rapporto occupati/disoccupati di 30 a 26 e Adrano, nel catanese, con una differenza di due punti percentuali tra i due parametri (29/27).

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Il tasso di occupazione in Sicilia

In generale, il tasso di occupazione in Sicilia si aggira al 30 per cento. Il picco più alto lo segnano Lipari e Brolo, in provincia di Messina, dove chi lavora supera il 37 per cento. Seguono Taormina (35,5 per cento) e Ragusa (36). I due Sistemi locali del lavoro in cui ci sono più impiegati però, non rappresentano al contempo anche le percentuali di disoccupati più basse con riferimento alla popolazione in età da lavoro. Questo primato spetta a Castelbuono, in provincia di Palermo, dove i disoccupati sono appena sotto il 14 per cento. Poco dopo, con meno del 15 per cento, ci sono il territorio palermitano di Gangi e quello catanese di Sant’agata di Militello.

Ragusa la migliore

Guardando le statistiche relative ai Sistemi locali del lavoro dei capoluoghi di provincia i dati sono molto simili. Ragusa è il territorio in cui si sta meglio dato che ci sono il 36 per cento di occupati contro il 18 per cento dei disoccupati. Il capoluogo di provincia dove si sta peggio è invece Agrigento dove al 31 per cento di persone in età da lavoro occupate c’è un contraltare di disoccupazione del 27 per cento. In generale gli occupati nei capoluoghi di provincia vanno dal 31 al 34 per cento, mentre l’altra faccia della medaglia segna dal 19 per cento di Enna al 24 di Siracusa, Messina e Palermo.