Più servizi, più utenti, più sostenibilità. Il car sharing si sta diffondendo in tutta Italia a grande velocità. Lo certificano i numeri dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale sulla Sharing mobility. Dal 2015 al 2018 gli utenti del settore sono aumentati del 24 per cento, raggiungendo i 5,2 milioni. Il numero dei servizi disponibili è cresciuto in media del 15 per cento l’anno, arrivando a un totale di 363 (100 in più al 2015). Sono quindi sempre di più le città che puntano sulla mobilità condivisa. Alla crescita quantitativa, inoltre, si è affiancata una crescita qualitativa, almeno in termini di sostenibilità: la percentuale di veicoli elettrici sul totale di quelli messi a disposizione degli utenti, infatti, è passata dal 27 per cento del 2017 al 43 per cento del 2018. Guardando alla diffusione territoriale, però, si nota che la prevalenza dei servizi di mobilità condivisa (circa il 60 per cento) resta concentrata nel Nord Italia. Il Sud (e la Sicilia) provano, con qualche difficoltà, a tenere il passo.

Il caso Palermo

Un esempio di buona pratica arriva da Palermo. Secondo l’Osservatorio nazionale sulla Sharing mobility, infatti, il capoluogo è la seconda città italiana con l’offerta maggiore in termini di auto per abitante. Gli ultimi dati disponibili (relativi al 2018) parlano di 5.850 abbonati e 159 auto attive (80 a metano, 24 elettriche e 55 diesel). Palermo può vantarsi di essere il primo car sharing in Europa per utenti con disabilità: in città sono infatti disponibili quattro parcheggi adibiti al servizio. La durata media delle corse è di 6,5 ore e la lunghezza di 43 chilometri. Segno di un servizio più simile a un noleggio di media lunghezza che a una corsa mordi e fuggi. Il car sharing palermitano, inizialmente sotto il marchio di “Io Guido”, è recentemente confluito nella piattaforma AmiGo, a gestione Amat. Con il passaggio sono arrivate anche nuove funzionalità, tra le quali un’app e una nuova piattaforma online per prenotazioni più rapide e intuitive. I parcheggi sono già passati da 85 a 111 e il servizio è in continua espansione. Oltre a essere attivo anche a Trapani, Alcamo, Castellamare del Golfo, Scopello (stagionale), Monreale, Enna, e sugli aeroporti di Palermo e Trapani, infatti, dal primo settembre, AmiGo è sbarcato anche a Castelvetrano, Selinunte e Triscina con otto auto ibride e elettriche. Resta una barriera all’ingresso: oltre alla tariffa oraria, serve iscriversi pagando 25 euro. Non certo un incentivo all’uso del car sharing per un turista di passaggio in città.

Catania orfana di Enjoy

Mentre Palermo cresce, Catania prova a riprendersi dal trauma Enjoy. Qualche mese fa, infatti, il noto servizio di car sharing ha annunciato l’addio alla città in seguito al numero crescente di furti e auto danneggiate. A causa dell’inciviltà e della malafede di alcuni catanesi, il capoluogo etneo ha dovuto rinunciare alle 110 vetture dell’unico servizio disponibile in città. Catania, quindi, ha dovuto ripartire da zero e l’ha fatto affidandosi al “modello palermitano”. L’Amt ha infatti annunciato la stipula di una convenzione con l’Amat di Palermo per avviare il servizio di mobilità condivisa anche nel catanese. Le due principali aziende del trasporto pubblico siciliano, quindi, collaboreranno. Contestualmente, il servizio di car sharing di Amat ha comunicato l’avvio di un programma di potenziamento della flotta con l’arrivo, entro il 2020, di altre 150 autovetture (di cui 80 elettriche) e l’istallazione di altre 70 colonnine di ricarica nell’ottica di rendere i collegamenti sempre più rapidi.

Messina, partenza in ritardo

Tra le tre città metropolitane, Messina è quella che si è affacciata più tardi alla mobilità condivisa. Solo lo scorso dicembre (con un progetto sperimentale di due anni), infatti, è arrivata Pista (Piattaforma per l’Innovazione e la sostenibilità di Trasporti e Ambiente), la start up che ha messo a disposizione dei messinesi 25 autovetture (tutte a benzina). Il servizio, territorialmente limitato, è rivolto principalmente a studenti, docenti e personale che per ragioni di studio e lavoro devono raggiungere i poli universitari ma è già in espansione. Inizialmente gli unici tre parcheggi erano collocati ad Annunziata, Ingegneria e Policlinico. Grazie a un protocollo d’intesa firmato con l’amministrazione comunale, ce ne sono oggi altri 11, che hanno ampliato la platea di cittadini raggiunti dal servizio. Per tracciare un bilancio bisognerà aspettare la fine del progetto sperimentale. Ma, finalmente, anche Messina inizia a muovere i primi passi verso la mobilità condivisa.