Nessun licenziamento. Erano queste le parole che i lavoratori di Almaviva si erano sentiti dire poco più di un mese fa: al vertice fra azienda, sindacati e i due ministri del Sud e del Lavoro Giuseppe Provenzano e Nunzia Catalfo i 1600 posti di lavoro della sede palermitana erano salvi. Almeno fino a ieri. Nel nuovo incontro con le parti interessate la situazione sembra tornare a complicarsi. L’azienda ha infatti presentato al tavolo il quadro attuale, partendo dalla verifica fatta con i principali committenti, disponibili ad attivare tavoli di confronto su tariffe e volumi. Un quadro che non è affatto piaciuto ai sindacati: “è più drammatico di quello prospettato appena un mese fa in sede ministeriale”, dichiarano in una nota unitaria i segretari Maurizio Rosso, Slc Cgil Palermo, Eliana Puma, Fistel Cisl, Giuseppe Tumminia, Uilcom Uil, Aldo Li Vecchi dell’Ugl tlc.

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Tim temporeggia, Wind si sfila

La preoccupazione c’è tutta: da Tim pare non siano pervenuti riscontri precisi mentre da Wind la risposta è stata tagliente: “sono arrivate risposte negative, sia sulle tariffe che sui volumi, e tale riscontro potrebbe rendere insostenibile la prosecuzione del rapporto commerciale con questo committente”, dicono i sindacati. Al tavolo, cui erano presenti anche il sottosegretario Steni Di Piazza per il ministero del Lavoro, Alessandra Todde per il Mise, il capo di gabinetto del ministero per il Sud e l’assessora Giovanna Marano per il comune di Palermo, Almaviva ha precisato che in un simile scenario sarebbe compromessa la sussistenza dell’intero sito produttivo di Palermo. “Le organizzazioni sindacali hanno ribadito in maniera perentoria e inderogabile che non è più differibile il coinvolgimento dei committenti nel percorso ministeriale avviato. La tenuta sociale diventa prioritaria attraverso il ripristino di regole certe su tariffe, delocalizzazione e rispetto dei contratti”.

I crediti verso Alitalia

I sindacati hanno chiesto al governo un impegno forte per il recupero del credito di 14 milioni che Almaviva vanta verso Alitalia. Il governo ha raccolto l’invito a intervenire a breve sulle committenze, sia per i volumi che per la parte creditoria e, fatti i passaggi istituzionali, convocherà nuovamente le parti al tavolo entro il 6 dicembre.“Dopo otto anni di sacrifici, ammortizzatori sociali, deroghe contrattuali – dicono Rosso, Puma, Tumminia e Li Vecchi – rivendichiamo atti concreti, affinché ci possa essere la costruzione di una politica industriale di questo settore, fondamentale nel mondo dei servizi. Palermo non può permettersi un disastro occupazionale di questa portata, che metterebbe in ginocchio l’intero tessuto economico della città”.