In Sicilia si distribuisce solo lo 0,4 per cento dei libri italiani: 600 mila su oltre 150 milioni di copie. Il dato emerge da un’analisi degli ultimi dati Istat, aggiornati al 31 dicembre 2018, e vede l’isola in forte ritardo rispetto al resto del Paese, dove il settore del libro rimane la prima industria culturale. Per un valore di 3,17 miliardi di euro l’editoria libraria, infatti, guida la classifica delle industrie culturali in Italia ma l’isola, dopo un 2017 in forte crescita, è in fondo alla classifica. Lo riporta l’ultimo “Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2019” a cura dell’Ufficio studi Aie (Associazione italiana editori). Nel Paese il libro, anche nelle sue forme più moderne e digitali, si riconferma primo prodotto culturale, precedendo di 50 milioni gli abbonamenti per payTv ma anche Tv e stampa, con cifre che non superano 1,8 miliardi. Cinema, teatro, mostre e industria musicale si fermano sotto il miliardo.

Editoria in Sicilia: crollo delle distribuzioni

Il quadro editoriale che emerge vede la Sicilia a metà classifica tra le regioni italiane per numero di case editrici. Nel 2017 le 55 case editrici siciliane costituivano il 3,2 per cento del totale nazionale, percentuale che si era mantenuta stabile rispetto al 2016, ma in leggera diminuzione (dello 0,2 per cento) rispetto agli anni 2014/2015. Nel 2017 sono stati pubblicati 758 titoli, pari all’1,1 per cento del totale nazionale con un aumento di 158 unità rispetto al 2016, anche durante quest’anno pari all’1,1 per cento. Una forte riduzione è avvenuta nel 2017 riguardo la stampa e distribuzione di copie. Dopo un forte incremento, in cui si passava da 2 milioni 882 mila copie del 2015 (1,7 per cento del totale nazionale) a 8 milioni e 259 mila copie distribuite, raggiungendo il 5,3 per cento del totale nazionale, nel 2017 l’editoria dell’isola ha un crollo: le copie stampate e distribuite arrivano allo 0,4 per cento, cioè 616 mila unità. Il settore con maggior produzione e distribuzione è quello della varia per adulti con percentuali di 1,2 di nuove produzioni e 0,5 di distribuzione sul totale italiano.

Le case editrici dell’Isola

Le 55 case editrici censite nel 2017 si concentrano in maggior numero nel capoluogo: Palermo con 21 possiede già il 38 per cento del totale regionale. Seguono Catania con 11 editori, Messina con 7 e Siracusa con 5. Enna, Ragusa e Trapani hanno tutte 3 editori, Agrigento 2 e Caltanissetta zero. Solo tre però sono davvero grandi case editrici; una a Palermo, una a Messina, una a Siracusa. La maggior parte, invece, sono piccoli (26) e medi (14) editori. Questo è un dato che non deve far scoraggiare. Al contrario: proprio le medie e piccole case editrici sono quelle che crescono e occupano quasi la metà del mercato nazionale. Secondo l’ultimo Rapporto di Aie “un dato è certo: pur in una situazione di difficoltà, oltre il 45,3 per cento del valore del mercato di librerie, librerie online, Gdo, viene realizzato da case editrici che non fanno parte del perimetro di consolidamento di quelli che vengono considerati come i gruppi editoriali maggiori. Un valore che era del 39,5 per cento nel 2011”. Aspettando i nuovi dati regionali, è forse proprio su piccole e medie case editrici che bisogna dunque investire.

Cosa si pubblica in Italia

Nel 2018 il 12,2 per cento della produzione complessiva riguarda titoli di autori self published (9.185) e, a fronte di 74.695 libri cartacei, sono stati pubblicati 51.397 e-book. Per il quarto anno consecutivo, lo scorso anno si è registrata una crescita, con un saldo di +0,7 per cento rispetto al 2017, e anche i dati disponibili (andamento dei canali trade e della sola editoria di varia nuova per adulti e ragazzi) del primo semestre del 2019 mostrano segnali positivi. In questi primi mesi si stima una crescita a valore del 3,8 per cento (circa 530 milioni di euro di spesa dei lettori) e una crescita a copie del 2,9 per cento, con 39,7 milioni di pezzi venduti.