Giovani, donne, competitività del made in Italy, innovazione e agevolazioni alle aziende. No a nuove tasse. Sono le parole chiave del capitolo riservato all’agricoltura della prossima Legge di bilancio. Una parte riguarda anche la pesca. A presentarle è stata la ministra Teresa Bellanova che parla di un ritorno “da protagonista” dell’agricoltura nell’agenda economica del governo. “Ha avuto l’attenzione che merita, pur in un contesto di risorse limitate”. Non solo. Anche il collegato alla Legge di bilancio sarà dedicato all’agricoltura secondo le intenzioni del Governo. “Sono convinta che in Parlamento potremo ulteriormente rafforzare gli interventi per il settore con un confronto operativo e costruttivo con tutte le forze politiche”, ha detto Terranova.

L’esecutivo ha messo sul piatto 600 milioni di euro per il sostegno al settore, “con risorse che si aggiungono a quelle già attive” e che verranno distribuite nei prossimi tre anni. “Abbiamo mantenuto l’impegno di non aumentare le tasse agli agricoltori. Per questo sono soddisfatta dell’azzeramento dell’Irpef per chi vive di agricoltura. Significa quasi 200 milioni di euro che lasciamo alle imprese per investire”, ha aggiunto Terranova.

Per Confagricoltura Sicilia poteva andare peggio

“Abbiamo evitato qualcosa di molto più grave, come la maggiorazione dell’imposizione fiscale sul gasolio agricolo, ma non è una manovra che porta gran ristoro alle problematiche agricole. Quantomeno però non va ad aggravare la situazione”, è il commento del presidente di Confagricoltura Sicilia, Ettore Pottino. “D’altra parte sapevamo che non sarebbero state misure incisive perché hanno destinato moltissimo per evitare l’aumento dell’Iva, il che sarebbe stato più grave”, aggiunge. Pottino poi punta il dito contro la Regione: “la specificità siciliana diventa un handicap per l’isola”, dice. “Vorrei avere una programmazione dei fondi europei nazionale e non regionale visto che non siamo in grado, secondo me, di avere una visione chiara dello sviluppo. Vorrei aggregarmi alle agricoltura ricche del Nord, emularle e avere gli stessi vantaggi e la stessa attenzione della politica”.

La burocrazia comanda

Pottino accusa la Regione siciliana di avere complicato troppo le cose a livello burocratico. “Servono invece strumenti semplici, smart, efficienti e d’intervento che sia fotocopia della realtà nazionale e che abbia poche misure attuabili e fruibili senza parossismi vari”. Pottino cita l’ultima programmazione come esempio negativo e lo definisce “un capolavoro di bizantinismo”. Una programmazione con una marea di misure che non riescono a portare da nessuna parte. “Una volta tanto vorrei sentirmi italiano nelle opportunità che si hanno nelle regioni più fortunate di noi, considerando che il settore in Sicilia è fondamentale”, aggiunge.

“Bisogna avere una visione, non esistono ricette immediatamente, data la situazione complessa ed eterogenea. L’agricoltura non è una ma mille”, afferma ancora Pottino. Il presidente di Confagricoltura Sicilia auspica perciò un progetto comune a tutte le associazioni di categoria e alla politica regionale per una visione di sviluppo e una valorizzazione delle specializzazioni esistenti. “Abbiamo cerealicoltura, olivicoltura e ortofrutta allo sbando perché non riusciamo a competere con la globalizzazione: non riusciamo fare capire che i nostri prodotti hanno una specialità e non possono essere omologati. Servirebbero delle filiere dedicate”. Senza contare della mancanza di infrastrutture. “È un problema strutturale, che porta ad avere un costo di distribuzione doppio rispetto ad altre zone”.

Misure per gli under 40 e le donne

La misura a sostegno dell’agricoltura si articola in otto punti. Due sono dedicati ai giovani e alle donne. Per quest’ultime è previsto un bonus definito “donne in campo”, con mutui a tasso zero per tutte le imprenditrici agricole nuove o in essere. Le risorse a disposizione ammontano a 15 milioni di euro. Anche per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo dell’agricoltura sono previste delle agevolazioni. Lo stato si propone di pagare i contributi previdenziali per i primi 24 mesi di vita della nuova azienda agricola a conduzione giovanile. I soldi a disposizione, in questo caso, sono circa il triplo (44 milioni) rispetto a quelli destinati all’imprenditoria femminile. Un modo “per semplificare la vita alle startup agricole condotte da under 40”, secondo la ministra.

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Dopo Imu e Irap cancellata l’Irpef agricola

La misura governativa che vale e pesa di più in termini economici è la conferma dell’azzeramento dell’Irpef agricola, ovvero la cancellazione dell’Irpef sulle rendite catastali delle imprese agricole. Dopo la cancellazione di Imu e Irap agricole nel 2016, questa manovra permetterà, secondo i calcoli del governo, di lasciare nelle tasche degli agricoltori circa 200 milioni di euro che altrimenti avrebbero pagato in tasse. Cifra che sale a un milione mettendo insieme i tre pagamenti cancellati.

La cimice golosa di frutta e il made in Italy

Per i prossimi tre anni, inoltre, altri 80 milioni saranno destinati al contrasto della cimice asiatica. Diffusa soprattutto nelle campagne del Nord Italia, è golosa di frutta e ortaggi, con grossi danni per i coltivatori. Il fondo di solidarietà mira a supporto delle imprese danneggiate dalla diffusione dell’insetto proveniente dall’Asia. Si pensa anche alla competitività dell’agricoltura made in Italy così come all’innovazione tecnologica del settore. Per la filiera grano pasta sono previsti 30 milioni di euro nel biennio 2020-2021, cui si aggiungono i 10 milioni del 2019. Ulteriori 30 milioni di euro sono finalizzati “ad azzerare il costo delle garanzie per gli imprenditori agricoli e per facilitare l’accesso al credito per gli investimenti in innovazione tecnologica, agricoltura di precisione e tracciabilità dei prodotti”, comunicano dal ministero. “Le esperienze dimostrano come attraverso l’innovazione si possano ottenere risultati importanti dal punto di vista del risparmio di bilancio e del miglioramento della sostenibilità ambientale. Meno acqua sprecata con l’irrigazione di precisione, meno sostanze chimiche con il controllo 4.0, meno trattamenti con l’analisi. Ci sono opportunità importanti nello sviluppo di soluzioni sempre più adatte alle nostre colture. Sarà importante che tanti giovani, tante nuove start up provino a confrontarsi con le esigenze di futuro del mondo agricolo”, ha detto Terranova.

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Indennità di pesca per il 2019

Una delle misure, infine, è destinata al mondo della pesca. Il governo conferma di volere garantire l’indennità del fermo pesca obbligatorio per i lavoratori dipendenti. L’impegno è per un’indennità giornaliera di 30 euro per il periodo di sospensione dell’attività lavorativa, ma solo per l’anno in corso.