Questa mattina la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha presentato al Comune di Catania il progetto “Inps per tutti”, che coinvolge attivamente con sportelli sul territorio Croce rossa italiana e Caritas, per assistere le fasce più deboli di popolazione nell’accesso alle prestazioni dell’ente previdenziale. A mancare erano però i sindacati, e i segretari etnei di Cgil Cisl Uil e Ugl hanno presentato una nota unitaria per stigmatizzare il comportamento frutto di una “miopia sociale che si conferma perdente e rischiosa”

“Dimenticata la genesi dell’ente Inps e la bilateralità”

“È dovere delle istituzioni – afferma la nota dei sindacati -, e di un istituto chiave per il welfare come l’Inps, sperimentare delle soluzioni a livello nazionale e applicarle nei territori. Tuttavia, a fronte della sottoscrizione odierna del nuovo progetto di integrazione sociale da parte del Comune di Catania in presenza del ministro Nunzia Catalfo, Cgil, Cisl, Uil e UGL non sono stati invitati e informati, come se si trattasse di un’attività di esclusiva competenza amministrativa e dimenticando persino la genesi dell’Ente e della bilateralità che sussiste  ad ogni livello sulla gestione di procedure che interessa l’utenza, e cioè pensionati e lavoratori”.

“Esclusi lavoratori e loro rappresentanti”

La nota prosegue con toni duri: “Questo denota una miopia sociale sia da parte dell’Inps che del Comune, che si conferma perdente e rischiosa; perdente perché un Istituto pensionistico che non rispetta i corpi intermedi non ne comprende, intenzionalmente o no, l’importanza per i meccanismi di crescita del territorio, e rischiosa perché in un Comune in dissesto come quello di Catania, un’amministrazione comunale che salta i pezzi di condivisione, o esclude i lavoratori e i loro rappresentanti, perde altri colpi e importanti occasioni di vittoria. Spendiamo molte delle nostre energie, forse troppe visto il dramma della povertà e del mancato sviluppo che investe Catania, per spiegare alle istituzioni che la democrazia non è solo una bella parola. Chiediamo dunque che il confronto tra sindacati, INPS e Comune, sia attivo, sincero e collaborativo”.