Novemila pratiche di sanatoria edilizia mai lavorate su un totale di 12 mila. Secondo il rapporto sul condono edilizio in Italia, realizzato dal Centro Studi Sogeea, è Carini la città siciliana con più pratiche ancora da evadere in rapporto alla popolazione: un mancato introito per il comune, di soli 38 mila abitanti, stimato in 32 milioni di euro. Nulla in confronto al totale siciliano, che il centro studi della società specializzata in gestione immobiliare calcola in ben 2,8 miliardi per le pratiche totali chiuse ancora nei cassetti. Un dato che pone la Sicilia al terzo posto a livello nazionale, dietro Campania e Lazio, dove rispettivamente gli introiti attesi sono di 3,1 e 2,9 miliardi.

Catania, primato assoluto. Augusta in percentuale

Nella classifica siciliana dei comuni con più pratiche di condono in sospeso, Catania – in mancanza di dati dalla città di Palermo, prima per abitanti nell’isola -, è in testa con ben 18 mila pratiche ancora da evadere, seguita da Messina con oltre 10 mila. Ma in termini percentuali sul totale, Carini, che è terza in valore assoluto e ha il 72 per cento delle pratiche ancora da lavorare, viene sopravanzata da Augusta: la città ha ancora 7 mila e 210 pratiche inevase su 9 mila totali, l’81 per cento, che significa mancati introiti per 21,5 milioni. Quinta in classifica Gela che ha ancora nei cassetti 7 mila e 208 pratiche delle 15 mila totali: mancati introiti, anche qui, superiori ai 21 milioni. “Il dato – spiega a commento del rapporto Sandro Simoncini, direttore scientifico del Centro Studi Sogeea -, si ottiene sommando il denaro non incassato per oneri concessori, oblazioni, diritti di istruttoria, segreteria e paesaggistica, sanzioni da danno ambientale”.

Da condonare 610 mila immobili

Degli oltre 4 milioni e 200 mila pratiche ancora in sospeso in Italia, “quasi 3 milioni di istanze tuttora da definire, per la precisione 2.842.938, sono relative al provvedimento legislativo 47 del 1985 varato dal Governo presieduto da Bettino Craxi, mentre alle leggi del 1994 e del 2003 dei governi Berlusconi sono riconducibili rispettivamente 810 mila e 610 mila pratiche”, spiega il rapporto. Il totale siciliano segna 610 mila, il 14,5 per cento del totale italiano: poco meno della metà delle pratiche di condono presentante, che con un milione e 313 mila pongono la Sicilia al quinto posto in Italia, dietro Lombardia (1 milione 940 mila), Piemonte (1 milione 730 mila ), Lazio (1 milione e 620 mila), e Campania (1 milione 410 mila). L’Emilia Romagna è invece la regione dove la gestione è stata più virtuosa: ben tre capoluoghi, Bologna, Ferrara e Ravenna, hanno evaso tutte le pratiche.