Basta con i tubi colabrodo per irrigare le campagne siciliane. Il governo della Regione stanzia 40 milioni di euro per ripristinare le reti idriche di distribuzione dei due Consorzi di bonifica dell’Isola. Le condotte, realizzate in gran parte negli anni Sessanta e gestite dalle strutture consortili, sono di proprietà della Regione, ma finora la loro manutenzione è stata affidata ai Consorzi che – per i noti problemi di bilancio –  solo in parte e sempre più raramente hanno provveduto al mantenimento della loro efficienza. Il risultato è che oggi le perdite d’acqua, dovute al logoramento del tempo, ma anche ad atti vandalici, sono divenute intollerabili e l’acqua nelle aziende agricole arriva sempre meno, suscitando il legittimo malcontento degli agricoltori.

“Per questo motivo – spiega il presidente Nello Musumeci – abbiamo deciso di intervenire direttamente e avviare a soluzione il grave problema. Si tratta solo di un primo stanziamento – assicura il governatore – al quale seguiranno altre risorse destinate al medesimo scopo. Ai vertici dei due Consorzi abbiamo chiesto di tirare fuori tutti i progetti di cui dispongono. Per quelli che mancano ricorreremo a professionisti esterni. La somma sarà disponibile già alla fine di questo mese, per consentire nel periodo invernale di ripristinare alcuni tratti, prima che arrivi la stagione irrigua. Con questo intervento, in pratica, stiamo anticipando – conclude Musumeci –  l’attuazione della legge di riforma dei Consorzi di bonifica proposta dal mio governo e all’esame della commissione all’Ars che, col  suo presidente Orazio Ragusa e con i componenti, ha fatto sin qui un buon lavoro”.

Bene ma non basta, secondo la Flai Cgil

 “Ci auguriamo che non si tratti solo di un annuncio”, commenta a riguardo Filippo Romeo,
della segreteria regionale della Flai Cgil Sicilia. “Al governo comunque  chiediamo di mantenere gli impegni presi intervenendo subito per garantire il funzionamento dei consorzi: un intervento strutturale sulle reti colabrodo non è infatti più rinviabile”. In particolare la Flai chiede “interventi straordinari sostenuti da adeguati finanziamenti per far funzionare l’intera rete di distribuzione dell’acqua, manutenzioni, ripristino di molte parti delle reti di distribuzione e dei bacini di raccolta, ma soprattutto ammodernamento di tutti gli impianti di distribuzione, da tempo obsoleti ed inefficienti”. Romeo sottolinea anche la “necessità che si metta fine ai commissariamenti che hanno prodotto solo inefficienze e precariato. L’acqua deve rimanere una risorsa pubblica – dice- e la Regione deve dunque farsi carico della gestione, mettendo fine ad anni di inefficienze che vengono scaricate sulle spalle del personale”.

La Flai rileva ad esempio che oggi “nella maggior parte dei casi i consumi vengono rilevati in modo empirico, senza una lettura oggettiva con misuratori meccanici; con un considerevole impegno straordinario da parte del personale interessato”. Romeo solleva anche alcune questioni che riguardano il personale. “Occorre risolvere in via transattiva tutti i contenziosi giudiziali ed extragiudiziali aperti; procedere con la riqualificazione del personale e con l’applicazione del turn-over per il personale di cui alla L.R. 45/95 che per il restante personale”. L’esponente della Flai conclude dicendo che “l’acqua è una risorsa preziosa e non va sprecata; per produrre prodotti di qualità serve una agricoltura all’avanguardia che operi in una situazione di normalità, lo chiedono i lavoratori”.