Dalle luci del palco a “lavoratori invisibili”. Così l’attore Luigi Tabita definisce gli artisti, alle prese con una crisi che è sia culturale che economica. Per questo la categoria ha sentito l’esigenza di avere una rappresentanza sindacale in seno alla Slc Cgil di Catania. Nasce così il Dipartimento artiste e artisti: rappresenterà tutti gli attori iscritti alla Sai (Sezione attori italiani) e i professionisti che operano nel mondo della cultura e dello spettacolo. La proposta di costituire questo nuovo organismo proviene dal segretario generale del sindacato dei lavoratori della cultura, Gianluca Patanè. Il responsabile è Tabita, diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica “Umberto Spadaro” e con una sostanziosa carriera alle spalle.

Gli obiettivi del nuovo dipartimento

Il nuovo istituto verrà presentato nei saloni della Cgil di via Crociferi oggi, 13 novembre. E le proposte da mettere all’ordine del giorno, che Tabita anticipa a FocuSicilia, sono già tante: “Partendo dal lavoro svolto negli ultimi anni all’interno del sindacato da un altro attore, Aldo Toscano, ci impegneremo per far rispettare ai teatri il contratto nazionale di lavoro; cercheremo di aprire un canale di comunicazione con il Miur e con l’assessorato regionale all’Istruzione e formazione per far riconoscere i titoli della nostra scuola drammatica di appartenenza, in modo da creare elenchi di professionisti dai quali attingere per progetti scolastici e non solo”. Si punta anche a incrementare il numero di provini e di produzioni. Per farlo, afferma Tabita, è necessaria una sinergia costante con la Film commission siciliana e bisogna tenere costantemente sotto monitoraggio il bando di provini. Non solo devono essere più numerosi, ma soprattutto devono essere reali. Per questo occorre controllare la loro regolarità nei teatri, specialmente in quelli che percepiscono fondi pubblici”.

Un osservatorio sul contratto collettivo

Tabita spiega perché gli artisti sono spesso “invisibili”: “Le politiche culturali del nostro Paese non ci tutelano: il lavoro dell’attore è atipico, non dà delle certezze e per questo richiederebbe una maggiore attenzione. Sarebbe ideale l’istituzione di un osservatorio ad hoc che garantisse l’applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro e la creazione di ammortizzatori sociali adatti alle esigenze e specificità del nostro mestiere”. Luigi Tabita infatti denuncia il fatto che molti teatri non rispettino il contratto nazionale: “Non sempre i teatri pagano le prove, nonostante possano durare anche più di un mese, né versano i contributi, cosa che ci impedisce l’eventuale possibilità di accedere al reddito di disoccupazione. Per questi motivi molti attori vivono al di sotto della soglia di povertà, ossia con meno di 550 euro al mese, e ciò non consente loro di essere autonomi, ritrovandosi a quaranta o cinquant’anni a dover vivere con i genitori senza la possibilità di metter su famiglia”.

Luigi Tabita

Poche opportunità e finti provini

A una situazione già di per sé critica si aggiungono altri inconvenienti ai quali occorre porre rimedio: “Le opportunità di lavoro in campo artistico sono troppo poche: i provini – specifica Tabita – spesso non vengono fatti o sono finti, le produzioni cinematografiche nel nostro territorio scarseggiano e per corsi di formazione e progetti vari sovente le scuole non coinvolgono i professionisti, ma gli amatoriali”. Tali problematiche hanno bisogno di una rappresentanza legale per essere risolte: il Dipartimento infatti si occuperà della tutela degli artisti nella provincia di Catania, come specificato da Gianluca Patanè. “Da sempre ci siamo occupati dei contratti nazionali e dei lavoratori delle istituzioni culturali e pubbliche. “La nostra ambizione – spiea il segretario generale Slc Cgil – è aumentare i confini delle lavoratrici e dei lavoratori da tutelare, ed includere tra questi le artiste e gli artisti, per rappresentare tutti coloro che ruotano intorno al mondo della cultura e dello spettacolo”.