Il periodo di moratoria è concluso: dal primo ottobre la fattura elettronica inviata in ritardo, con errori o addirittura omessa può determinare pesanti sanzioni. Lo prevede la norma che ne ha introdotto l’obbligo (dl 119/2018), che considerava un primo semestre di tolleranza.

Le scadenze dal primo ottobre

Fino al 30 settembre è stato possibile inviare la fattura al Sistema di interscambio (Sdi) entro il termine di versamento dell’Iva (mensile e trimestrale), senza pagare sanzioni o versando una sanzione ridotta. Dal primo ottobre si è passati al regime ordinario, quindi la fattura andrebbe inviata al Sdi entro 24 ore dall’effettuazione dell’operazione. C’è però un margine di flessibilità introdotto dal decreto crescita (dl 34/2019), che ha portato la scadenza per l’invio a 12 giorni.

Le sanzioni

Per una fattura elettronica o registrazione omessa, tardiva o errata sono applicabili le sanzioni previste dal dLgs 471/1997. Possono andare dal 90 per cento al 180 per cento dell’imposta, con un minimo di 500 euro. Stessa sanzione per chi indica, nella documentazione o nei registri, un’imposta inferiore a quella dovuta. La sanzione in questo caso, se si commette una violazione sulla registrazione o fatturazione senza conseguenze sul calcolo dell’Iva, va da 250 euro a 2 mila euro. Per una violazione sulla fatturazione elettronica e/o registrazione di importi esenti, non imponibili, non soggetti ad Iva o reverse charge, la sanzione va dal 5 al 10 per cento dei corrispettivi, con un minimo di 500 euro.

Quando non scattano le multe

Non sono previste sanzioni per violazioni solo formali. Ci sono altri casi in cui è possibile evitarle, ad esempio quando la fattura elettronica è scartata dal Sdi: può essere rinviata entro i 5 giorni dalla data di notifica dello scarto, la quale contiene sempre la tipologia di errori commessi nella fatturazione elettronica. Le regole applicative sulle sanzioni, contenute nella circolare dell’Agenzie delle Entrate 14/2019, stabiliscono che non vi è sanzione se la fattura viene emessa ed inviata entro il termine di scadenza della liquidazione Iva relativa al periodo cui la fattura si riferisce, oppure il 20 per cento delle sanzioni se la fattura viene emessa ed inviata entro il termine di scadenza della liquidazione Iva, relativa al periodo successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Significa che se un’operazione è stata effettuata nel settembre 2019, inviando la fattura entro il 16 novembre 2019 (termine di versamento dell’Iva), si rientra ancora nella moratoria, pagando quindi la sanzione ridotta al 20 per cento.