Ventimila agricoltori in piazza ieri a Palermo: all’indomani della grande manifestazione, Coldiretti Sicilia è in stato di attesa. Ben 134 milioni di euro, parte dei fondi provenienti del Programma di sviluppo rurale europeo (Psr), sono in grave ritardo e a rischio di essere persi perché non spesi per tempo. La scadenza dei fondi, destinati in buona parte al “pacchetto giovani” per l’avvio di nuove imprese agricole, è metà dicembre. La confederazione è scesa in piazza per chiedere al governo regionale una risposta immediata, in una Sicilia che vede la produzione agricola in calo del 2,6 per cento e che ha perso il 4,2 per cento nel valore aggiunto, secondo gli ultimi dati Istat.

C’è tempo fino a metà dicembre

“Siamo ad una situazione paradossale – afferma Giuseppe Marsolo, vicedirettore di Coldiretti Palermo e responsabile dei fondi Psr per la Sicilia -, con un bando per le nuove aziende giovanili del 2017, ma con fondi delle annualità 2015 e 2016. In passato l’Europa prevedeva che i fondi venissero spesi in due anni, ma nonostante un anno in più alla Regione resta solo un mese di tempo, fino a metà dicembre 2019. Il rischio concreto è di perderli per la prima volta”. Marsolo fa il punto della situazione generale dei fondi europei in Sicilia, che vede “ben 821 milioni di fondi europei per il triennio, ma al 30 ottobre erano stati spesi 687 milioni, ne rimangono 134 milioni. Inoltre – prosegue – la spesa fatta finora è rappresentata per il 62 per cento dal trascinamento della vecchia programmazione 2007 -2013, solo per il 38 per cento dall’attuale”. E questo 38 per cento va quasi esclusivamente alle misure a superficie, sbloccate peraltro grazie a una nostra protesta del giugno 2018″. Per le misure strutturali, ovvero quelle che servono al miglioramento delle condizioni delle aziende, e per le quali nel 2017 era stato emesso un bando per un totale di cento milioni sugli investimenti aziendali all’interno dell’azione 4.1 del Psr, “non si è speso quasi nulla: le anticipazioni per il miglioramento fondiario aziendale sono andati solo a tre ditte, su 675 risultate idonee, cento risultate finanziabili e 45 con decreti di finanziamento già pronti”.

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Su 1.625 ammessi, solo 546 saranno finanziati

La situazione più critica riguarda però i fondi del cosiddetto “pacchetto giovani”, 260 milioni di stanziamento totale che prevedono fino a 40 mila euro per azienda a fondo perduto. Sono provenienti dal Psr 2014-2020 e collegati alla misure 4.1 sull’investimento aziendale, 6.1 per l’insediamento, 6.4a per l’agriturismo e 8.1 forestazione: dei 1.625 ritenuti in posizione utile in graduatoria, “solo 546 sono inseriti in un elenco inviato alla Corte dei conti dall’assessorato per i pagamenti”, spiega Marsolo. Per le rimanenti domande presentate da giovani agricoltori “120 sono attualmente in transizione, in quanto la Regione non ha completato il controllo dei requisiti, altri 572 sono ancora in fase di verifica dei punteggi, perché il bando prevedeva l’auto-attribuzione. Ben 279 hanno rinunciato, pur essendo in graduatoria, e 118 sono inseriti nella voce ‘altro’. Di queste domande non abbiamo spiegazioni, consultando la tabella mandata dall’assessorato regionale”, spiega Marsolo.

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In 572 rischiano di dover restituire 40 mila euro

Il rischio maggiore lo corrono però i 572 giovani imprenditori in fase verifica punteggi: senza alcuna garanzia di avere diritto ai fondi, “ma che hanno comunque dovuto aprire una partita Iva, insediandosi. Il rischio è che, una volta erogati i fondi, non essendo state concluse le verifiche, dovranno restituirli. Non potendo richiederli in futuro magari con documenti in regola”. Un punto sul quale Coldiretti Sicilia aveva già interpellato la Regione, “che ha inteso, erroneamente, la nostra come una richiesta di proroga. Una grande confusione, in un contesto che vede non solo la Sicilia ma l’Italia intera al secondo posto per fondi assegnati dal Psr dietro la Polonia ma penultima per fondi spesi, dietro solo alla Slovenia, che però ha solo due milioni di abitanti. A metà dicembre vedremo se e quanto si dovrà restituire. Una cosa mai accaduta prima e purtroppo non siamo ottimisti a riguardo”, conclude il responsabile dei fondi Psr di Coldiretti Sicilia.

Per Musumeci ci vorranno “tre lustri”

Fa scuola la risposta del presidente della regione Nello Musumeci, subito dopo l’incontro con alcuni manifestanti e col presidente siciliano Francesco Ferreri e nazionale Ettore Prandini di Coldiretti. Rassicurando sull’accelerazione nella spesa dei fondi, Musumeci ha detto che ci vorranno ben “tre lustri per rendere la nostra agricoltura competitiva al pari delle altre Regioni Italiane”. Un’affermazione che non è piaciuta affatto agli agricoltori. “Non possiamo accettare che un governatore dica che per allineare la Sicilia alle altre regioni debbano passare più di dieci anni. Non possiamo accettare che si addossi la colpa delle inefficienze alla mancanza di personale qualificato. Non facciamo strumentalizzazioni di alcun tipo. Vogliamo un confronto chiaro, aperto sui punti che abbiamo individuato come strategici, primi tra tutti il finanziamento ai giovani”.