È partita la procedura informatica che permette alle imprese di richiedere gli sgravio fiscale riservati a chi assume i percettori del Reddito di cittadinanza. Coma scrive la presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro della provincia di Ragusa, Giuseppina Saraceno, nella rubrica ospitata su FocuSicilia, “il beneficio riguarda lo sgravio dei contributi (esclusa l’Inail) sia della quota datore di lavoro che di quella del lavoratore”. Non basta assumere. È necessaria la firma di un contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato. Per accedere alla procedura ci si deve registrare online sulla piattaforma dell’Enpal secondo le modalità descritte sul sito dell’Inps.

I limiti agli sgravi

Gli sgravi contributivi, secondo le direttive comunitarie, possono applicarsi “esclusivamente nei riguardi dei datori di lavoro che usufruiscono dell’agevolazione nei limiti degli importi de minimis“, specifica Inps. In generale si tratta di 200 mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari, ma la cifra cambia a seconda dell’ambito di riferimento. Per il settore del trasporto su strada l’importo de minimis non deve superare i 100 mila euro. Per la produzione agricola è 20 mila euro, per pesca e acquacoltura 30 mila euro.

Reddito di cittadinanza: i dati aggiornati

A disposizione delle imprese c’è una platea potenziale di circa un milione di persone, tante quante sono le domande accolte dall’Inps. Anche per l’ultimo report disponibile, aggiornato al sette novembre, la maggiore concentrazione di percettori si conferma al Sud. La regione dove più cittadini usufruiscono del reddito di cittadinanza è la Campania con 195 mila percettori su 275 mila richiedenti. Segue la Sicilia con quasi 177 mila persone che ricevono il reddito di cittadinanza, a fronte di una richiesta di 244 mila. Al terzo posto per numero di percettori c’è la Puglia (93.835), al quarto il Lazio (90.278) e al quinto la Lombardia (85.669). L’importo medio erogato è di 479 euro.

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