Un’iniziativa sperimentale, dicono dalla Regione. Un modo per avvicinare il mondo dei giovani (e non solo) alla formazione e al lavoro con delle attività concrete. L’idea, non a caso, si chiama “Formazione per la creazione di nuova occupazione”, un bando presentato da Roberto Lagalla, assessore alla formazione professionale e dal governatore Nello Musumeci. Lo scopo è quello di creare opportunità di inserimento o reinserimento lavorativo sia di coloro che si affacciano per la prima volta nel mercato del lavoro, sia di chi invece è fuoriuscito, puntando sulle leve della qualificazione e riqualificazione delle competenze.

Sei milioni a disposizione

A disposizione ci sono sei milioni di euro che fanno parte di un pacchetto complessivo di circa 25 milioni di euro per tutte le cinque misure di innovazione per l’impresa. Alcune sono già state attivate con avviso, altre lo saranno fra dicembre-gennaio. “Con questa iniziativa puntiamo ad accrescere la competitività delle imprese siciliane – spiega l’assessore Lagalla – investendo sulla formazione di soggetti non in stato di occupazione professionale, ma in possesso di titoli e creando le condizioni per il loro inserimento lavorativo direttamente in azienda. Si tratta di un’iniziativa già annunciata lo scorso mese di luglio e verso la quale oggi abbiamo ricevuto un ulteriore input positivo da parte del settore imprenditoriale regionale”. Il bando è finalizzato a favorire l’inserimento lavorativo attraverso l’attuazione di percorsi formativi, realizzati dagli enti di formazione, strettamente legati alle concrete esigenze delle imprese aventi sede in Sicilia, dando priorità a quelle che operano nei settori dell’agro-alimentare, del manifatturiero, incluse le attività artigiane e poi ancora nel campo dell’edilizia, delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, del turismo, dei beni culturali e dei servizi sociali.

Assunzioni obbligatorie

Le imprese interessate a partecipare si impegneranno ad accogliere i soggetti destinatari dell’intervento per un periodo di stage finalizzato all’inserimento in organico, dando quindi occupazione almeno al 25 per cento degli allievi che concludono positivamente il percorso formativo, nel caso delle piccole imprese, al 40 per cento se si tratta di grandi aziende. A tal fine, l’impresa dovrà presentare un dettagliato Piano di sviluppo aziendale da cui si evinca il fabbisogno di ampliamento dell’organico supportato anche dall’eventuale sostenibilità finanziaria. L’ avviso si rivolge a soggetti disoccupati o in stato di non occupazione, ma possesso di un titolo di studio coerente con la tipologia di corso proposto: qualifica professionale, diploma professionale di tecnico, diploma di scuola secondaria superiore, diploma di tecnico superiore, laurea, vecchio e nuovo ordinamento universitario (laurea triennale/laurea magistrale) o titolo equivalente.