La Sicilia si allinea al resto d’Italia. Forse. Da una parte – e con notevole ritardo – l’Assemblea regionale ha approvato il disegno di legge sui vitalizi. Frutto del lavoro di una commissione speciale, la norma risponde alle disposizioni del governo nazionale, e mette insieme le diverse proposte giunte in questi mesi dai deputati di diverse forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Una norma di compromesso, che ingloba anche nel nome i Ddl numeri 622, 564, 624 e 629/A, e che verrà applicata dal 1 dicembre. Eppure la norma va ancora sistemata: per le riduzioni e le aliquote contributive definitive per i soggetti interessati – parlamentari, ex parlamentari, parenti percettori di reversibilità -, ci vorranno “alcuni giorni, necessari agli uffici per i ricalcoli”, fanno sapere da Palazzo dei Normanni. Insomma, il via libera c’è ma la legge entrerà in vigore ancor prima di essere resa pubblica.

Un risparmio annuo inferiore ai due milioni di euro

Nella versione del Ddl giunta in aula, illustrata da Antonello Cracolici (Pd), vicepresidente della commissione speciale vitalizi, l’impatto stimato della riduzione era di poco superiore al 9 per cento. Un taglio “superiore a quello delle altre regioni, e che segue le disposizioni della conferenza Stato-Regioni”, ha spiegato Cracolici. Un’impostazione contestata dai Cinquestelle, promotori a livello nazionale dei tagli, che al termine del dibattito parlamentare hanno tacciato il voto come “scandaloso”. Per Francesco Cappello, infatti, “non si tagliano i vitalizi ma si aumentano le pensioni”. I risparmi dovuti sono stati stimati in circa un milione e 600 mila euro annui e verranno accantonati in un apposito fondo del bilancio interno dell’Ars. I dati certi però non sono consultabili, visto che la norma appunto entrerà in vigore prima che la sua versione definitiva diventi pubblica: il sito dell’Assemblea regionale riporta ancora la versione precedente al voto.

Le quote aggiuntive di riduzione ancora da calcolare

I numeri restano perciò tutti da definire: la versione finale del Ddl è frutto di un emendamento di Alessandro Aricò, deputato della lista del presidente Nello Musumeci Diventerà bellissima. L’emendamento stabilisce un’ulteriore riduzione che va ad aggiungersi al 9 per cento già stimato, una “percentuale di riduzione individuale degli assegni vitalizi di una quota aggiuntiva del 5 per cento per la parte eccedente l’importo di 37 mila euro lordi annui e di una ulteriore quota di altri 5 per cento, quindi del 10 per cento, per la parte eccedente l’importo di 62 mila euro lordi annui per il medesimo periodo di cinque anni di cui al comma 12”. Il totale arriva quindi a un massimo del 19 per cento, ma le tabelle allegate al Ddl, con aliquote e coefficienti di trasformazione, sono ancora da aggiornare. E lo saranno solo a norma formalmente in vigore.