“Chi non ha una struttura privata è destinato a morire”. Mario Condorelli, direttore tecnico della Pgs Sales, storica società catanese di pallacanestro prossima a festeggiare il 50esimo anniversario, la questione la chiuderebbe così. Lo stato di incertezza che affligge molti impianti sportivi alle pendici dell’Etna tiene ancora banco tra le associazione sportive dilettantische catanesi. Alla base dei problemi: dichiarazioni di inagibilità e l’inerzia delle associazioni affidatarie della gestione che, però, devono fare i conti con i costi dell’ordinaria amministrazione. A questi vanno aggiunte le normali spese di gestione per l’avviamento di una asd (materiale, spese di registrazione, affiliazione ai campionati e tasse gara). 

Dai 10 ai 15 mila euro l’anno di spese

Per garantire allenamenti e competizioni ai propri ragazzi ci sono delle spese da affrontare. Tra gli impegni meno onerosi per chi volesse avviare una Asd c’è la predisposizone e la registrazione dello statuto all’Agenzia delle entrate: un passaggio obbligato (circa 250 euro) che permette il rilascio del codice fiscale per ottenere il riconoscimento di vera e propria Asd. Le difficoltà economiche sorgono per i costi di gestione. Tra le tappe da affrontare ci sono: l’affiliazione ai diversi comitati sportivi, l’iscrizione ai campionati, il tesseramento degli atleti e il pagamento delle tasse gara. A questi si aggiungono le spese per il materiale tecnico e quelle per il noleggio a ore degli impianti sportivi. “Tra i costi di avviamento e di gestione – spiega il direttore tecnico della Sales – spendiamo complessivamente dai 10 mila ai 15 mila euro all’anno. La voce impianti – precisa coach Condorelli – è una difficoltà enorme”.

Cos’è un’Asd

Un’associazione sportiva dilettantisca è un’associazione con finalità sportive senza scopo di lucro. Vuol dire che non ha ricavi da distribuire ai soci. In seguito all’emanazione della legge 289/2002 gode però della possibilità di usufruire di un regime fiscale agevolato. Ci sono, comunque dei limiti da rispettare. Tra questi, come detto, il divieto di distribuire utili o capitale durante la vita dell’associazione; l’inserimento dell’indicazione “sportiva dilettantistica” nella denominazione sociale; l’obbligo di devolvere il patrimonio residuo, in caso di scioglimento dell’associazione, a enti con finalità sportive. Sebbene gli sgravi fiscali dovrebbero garantire un sereno svolgimento delle attività, le spese e le difficoltà a cui va incontro chi intende avviare un’asd sono diverse. “Non abbiamo nessun guadagno – dice Condorelli -, noi facciamo volontariato e, come tutte le Asd, abbiamo un’importante funzione sociale”. La Pgs Sales, società nata tra le mura dell’oratorio San Francesco di Sales a Cibali, lotta da anni per cercare di restituire dignità a tanti quartieri critici della città di Catania. Attualmente sono otto le squadre impegnate in campionati federali e non. Si va dai campionati Pgs all’Aics, e le categorie giovanili femminili e maschili.

Impianti sportivi a Catania senza omologazione

“Le associazioni devono completare tutto l’iter dei documenti. Possiamo dire che manca l’omologazione da parte della federazione per le gare ufficiali”. Sergio Parisi, assessore allo sport del comune di Catania, si dice ottimista sullo stato degli impianti sportivi etnei e demanda ad altri la responsabilità dell’assenza del certificato di omologazione di alcune strutture. La situazione tuttavia non sembra essere proprio rosea stando alle lamentele di chi ha una Asd in città. Al centro delle polemiche ci sono il PalaGalermo, nel quartiere omonimo, il PalaZurria, la struttura con piscina e campo da basket nei pressi di via Plebiscito, e il PalaArcidiacono, di proprietà dell’Università e gestito dal Cus Catania. Tre impianti diversi ma che hanno in comune la mancata omologazione del campo per poter disputare partite ufficiali. Per il PalaGalermo e il PalaZurria, secondo il delegato della provincia di Catania del comitato Fip (Federazione italiana pallacanestro), Antonio Spadaro, mancherebbero dei documenti tecnici di competenza del Comune. “Noi abbiamo tutto l’interesse ad omologare i campi – sostiene il delegato – ma al momento sia il Palagalermo, sia il PalaZurria non lo sono”.

Tribuna inagibile al PalaGalermo

Per l’impianto di via Galermo, ciò che manca secondo la Fip è il certificato di agibilità della tribuna. Per il suo rilascio però c’è una piccola disputa in corso tra Fip e Comune. La prima sostiene la necessità di fare dei lavori di adeguamento, il secondo sostiene il contrario. Anche la BluAngel asd, la società di pattinaggio artistico che si occupa della gestione dell’impianto e che lì si allena, è dalla parte del Comune. Anzi, secondo i dirigenti, è il campo che andrebbe sistemao. Rimane il fatto che l’omologazione è scaduta e nessuna gara ufficiale può essere disputata al PalaGalermo.

A Zurria i lavori aspettano dal due anni

Discorso diverso per il PalaZurria. L’impianto è passato alla gestione del consorzio “Catania è sport” nel 2017. “Il Comune – spiega Luca Di Mauro, responsabile della struttura per conto del Consorzio – ce l’ha consegnato senza il bagno per disabili e senza la corretta predisposizione delle vie di fuga”. A questi problemi si aggiungono un ascensore mai collaudato e docce malfunzionanti. Tutti interventi di ordinaria amministrazione che, stando alla convenzione siglata tra Comune e il Consorzio, spettano a quest’ultimo. Sono passati due anni ma per l’impianto non è cambiato nulla. Come se non bastasse, inoltre, c’è anche un problema di infiltrazioni al tetto della palestra. Per questo però, la società non ha ancora chiaro a chi spetta la competenza. Per sistemare tutto, tetto compreso, secondo quanto quanto afferma il responsabile, servono 35mila euro. Il Consorzio sarebbe pronto a partire con le manutenzioni, ma serve ancora la richiesta di inizio lavori da parte della società e dell’autorizzazione dell’Ente comunale nonché chiarire la competenza degli interventi per il tetto. Secondo l’accordo tra Comune e Cosorzio, in caso di spesa straordinaria, sarebbero le casse del Comune a essere intaccate e quindi la cifra annunciata di 35 mila euro si ridurrebbe. In ogni caso Di Mauro ha assicurato che la richiesta di avvio lavori verrà presentata lunedì, dopo la palla passerà al Comune per fornire le autorizzazioni necessarie.

PalArcidiacono e la variante

Capitolo a parte merita il PalaArcidiacono. L’impianto di via Santa Sofia, teatro di mille partite anche di categoria superiore, è da mesi non omologabile. Il motivo sta nel protrarsi dei lavori di messa in sicurezza e riqualificazione energetica dei prospetti esterni. Il cantiere, dal valore complessivo di 515 mila euro, di cui 41 mila quali oneri per la sicurezza non soggetti al ribasso, doveva concludersi questo dicembre ma tutto fa pensare che i lavori si protrarranno ancora. Complici i difetti strutturali che si sono riscontrati durante l’esecuzione dell’intervento e che hanno obbligato il Consiglio di amministrazione Unict ad approvare una variante al progetto iniziale. Il totale da aggiungere non supera il 10 per cento dell’importo a base d’asta e per legge, dunque, rientra nelle competenze della ditta appaltante. “Al Cda abbiamo riferito che lo stato dei giunti è grave – spiega il dirigente area manutenzione Unict, Carlo Vicarelli -, senza la variante tutto il lavoro sarebbe stato inutile e poco sicuro per il futuro”.

Un nuovo progetto con mister Pellegrino

C’è anche chi decide di mettersi in prima linea con un progetto sportivo innovativo. È il caso della Asd Paideia. Il termine deriva dal greco il cui significato equivale a “educazione”, e in un senso ancora più elevato a “formazione umana”. Un progetto che punta alla crescita degli allievi-atleti, partendo dalla prevenzione, valutazione e formazione del bambino/ragazzo. Asd Paideia vuole concentrare l’attenzione anche sulle difficoltà nella sfera emotiva, sull’obesità infantile e sui problemi motori. “Paideia – spiega il tecnico, ex del Catania Calcio, Maurizio Pellegrino – vuole scardinare i principi della scuola calcio perché ci stiamo strutturando per un avviamento complessivo allo sport”. Nata a settembre, la società vuole dedicarsi allo sport a tutto campo e alle multidiscipline. Gli investimenti di Paideia sono importanti per la formazione di giovani talenti. “Non abbiamo nessuna entrata – sottolinea l’ex allenatore del Catania – se non quella legata agli investimenti privati a perdere”.