“La continua criminalizzazione delle attività economiche rischia di creare danni irreversibili”. Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria, interviene sul decreto fiscale approvato nel weekend con il suo corredo di misure che prevedono il carcere per gli evasori, inasprendo le pene. “Confindustria – afferma Albanese – è assolutamente contro l’evasione fiscale e le condotte illegali, che rappresentano una forma di concorrenza sleale per le imprese oneste, corrodendo l’economia sana e sottraendo risorse alla collettività. L’errore è, però, quello di considerare la leva repressiva come lo strumento principale e privilegiato per raggiungere questo obiettivo. Un contrasto efficace si può infatti realizzare soltanto attraverso interventi bilanciati che contemperino il sistema sanzionatorio penale/amministrativo con controlli efficaci e incentivi a far emergere condotte non trasparenti e non continuando a criminalizzare il mondo dell’impresa.

Il rischio, secondo Albanese, è che “con i sequestri preventivi nelle fasi di indagine preliminare vengano bloccati attività aziendali e patrimoni e pregiudicati posti di lavoro, per poi magari scoprire, dopo anni di attesa, che il reato non è stato commesso o che l’illecito non ha rilevanza penale. Ciò che preoccupa, infatti, non sono le sanzioni più o meno dure, una volta accertata una responsabilità. A preoccupare è tutto ciò che precede il giudizio. È per questo che chiediamo al governo e a tutte le forze politiche di riflettere bene sull’impatto di queste decisioni sull’economia del paese in una fase tutt’altro che positiva”.