Caltanissetta, una terra dimenticata. L’allarme sullo stato economico del territorio è stato lanciato nei giorni scorsi da Cgil e da Sicindustria. Lavoratori e imprenditori per lo stesso grido d’allarme. Tutto parte da Gela, maggiore centro economico e demografico della provincia. La città, passata da 100 a 80 mila abitanti in pochi anni, attende il benestare dal ministero dell’Ambiente per l’avvio dei nuovi impianti per la produzione di gas di Eni Argo e Cassiopea. Un investimento da 800 milioni di euro, che potrebbe dare “da subito una spinta all’economia del territorio, impiegando centinaia di lavoratori nelle opere di costruzione”, afferma Ignazio Giudice, segretario della Cgil di Caltanissetta e autore di una petizione dal titolo #Gelasisblocca per il rilancio di un territorio al quale è destinato oltre un miliardo di stanziamenti, attualmente bloccati. Giorno 11 dicembre i lavoratori di Cgil Cisl e Uil del comparto chimico della città protesteranno a Roma per chiedere al ministro Sergio Costa il via alla Valutazione di impatto strategica (Vas) che al momento blocca l’avvio dei lavori. “Ma il problema è dell’intera provincia e più ampio dell’Eni, e la sensazione è di una mancanza di visione politica sul territorio”, commenta Gianfranco Caccamo, reggente di Sicindustria Caltanissetta, e anche lui autore nei giorni scorsi di un appello alle istituzioni per una “Gela che viene espugnata mentre a Roma di discute”.

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I dati: solo 69 mila occupati su 270 mila residenti

I dati allarmanti sull’economia nella provincia sono stati sintetizzati da Cgil lo scorso 3 dicembre in una lettera indirizzata “ai sindaci, al presidente della Regione, agli ordini professionali, ai parlamentari tutti”. Sui 270 mila abitanti nei 22 comuni della provincia, gli occupati sono 69 mila (47 mila uomini e 22 mila donne) in 3 settori produttivi: 12 mila nell’ industria (compresi i comparti edile e manifatturiero), 12 mila in agricoltura, 45 mila nei servizi. E con 90 mila cittadini inattivi tra i 15 e i 64 anni. “Un terzo della popolazione non lavora. Per fare un paragone che rende ancora meglio l’idea gli inattivi a Milano sono pari al 19 per cento, in provincia di Caltanissetta sono il 39”, afferma Ignazio Giudice. “La politica nella provincia di Caltanissetta in questi anni è stata Eni-centrica. Ma dobbiamo capire – prosegue Giudice – che dopo gli 800 milioni di investimento su Argo-Cassiopea c’è molto altro da fare. Dobbiamo parlarne, anche perché l’indotto continua a produrre licenziamenti”. A partire dai duecento lavoratori che potrebbero perdere l’occupazione a breve, come stimato dai sindacati confederati.

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Milioni di fondi non spesi e otto comuni isolati

Eppure i fondi sono già stanziati: una serie di interventi che vanno dai 34 milioni del Patto per il Sud, ai 150 milioni per il porto, ai 5 milioni per il museo del mare, ai 3 milioni per il museo archeologico a cui si aggiungono 1 milione per le aree archeologiche, 48 milioni per l’autostrada Siracusa- Gela, 25 milioni per le aree industriali dismesse e 183 milioni per la rete ferroviaria Siracusa- Ragusa- Gela. “Ma nel frattempo – prosegue il segretario Cgil – la stazione è abbandonata, il porto insabbiato, i musei chiusi, la strada Gela-Siracusa abbandonata. E i collegamenti interni nella provincia sono fatti con strade che si trasformano in letti di fango. In provincia – prosegue – non ci sono più realtà storiche come Averna. E i giovani imprenditori sono spaventati dai costi di gestione oltre che a quelli dovuti a un territorio dove i comuni di Mussomeli, Marianopoli Resusttano, Vallengua, Villalba, Delia, Sommatino e Milena sono collegati al momento da un ponte temporaneo costruito dal genio civile”, conclude Giudice.

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Sicindustria, giorno 14 incontro con il ministro Provenzano

“Porteremo le nostre proposte per il rilancio del territorio del’intera provincia direttamente al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano- afferma Caccamo -, che sarà qui il 14 dicembre. Ci concentreremo su tre direttrici: le infrastrutture materiali, quelle immateriali e in ultimo quello dello sviluppo industriale. I contributi a pioggia non servono, serve una prospettiva di sviluppo che vada dai 10 ai 15 anni”, afferma il reggente di Sicindustria Caltanissetta. Ma prima ci sono i problemi concreti da risolvere. “Non sarà un libro dei sogni: la provincia di Caltanissetta è isolata per mancanza di infrastrutture. Per arrivare a Mussomeli da Gela, ad esempio, ci vuole un’ora e quarantacinque minuti, con la statale 640 bloccata. E stiamo parlando di una città con potenzialità turistiche che in passato ha avuto anche ministri come Salvatore Cardinale. Ora i politici sembrano più interessati a scaricarsi le responsabilità. Che fine hanno fatto le Zes (zone economiche speciali)? Gela è stata per anni la città degli abusi descritta da Giorgio Bocca negli anni ’90, ma è cambiata tanto, e da imprenditore dico che può essere area di grandi investimenti, ma solo col supporto della politica”, conclude Caccamo.