Nuova puntata della Catania-Ragusa. L’ennesimo sequel della soap opera più amata dai siciliani avanza a colpi di scena. Da una parte c’è l’annuncio entusiasta (lanciato ieri sera) del vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti Giancarlo Cancelleri: “siamo veramente ad un passo, manca solo la storica firma del Cipe che arriverà il 19 dicembre prossimo”. La firma in questione riguarda la delibera con cui il governo italiano dovrebbe ufficializzare la volontà di acquisire (e quindi rendere pubblico) il progetto in mano alla Sarc. L’idea è quella di passare, infatti, tutto in mano ad Anas. Dall’altra parte, però, c’è la smentita ragionata della Regione siciliana, che al pre-Cipe, per intenderci, non era nemmeno presente. “Non c’è alcuna intesa con la Regione, non so su quali basi il viceministro si sia spinto nell’annuncio che il 19 ci sarà la firma definitiva”, dice al giornale La Sicilia l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone.

Mancano le garanzie

La situazione, in fondo, è la stessa di sempre: c’è quel mezzo miliardo che l’amministrazione siciliana dovrebbe anticipare per la realizzazione dell’opera pubblica. E proprio su questa somma Falcone ha chiesto conto e ragione al governo nazionale: “abbiamo chiesto, anche nel corso dell’ultimo tavolo a Ragusa con il ministero delle Infrastrutture, l’Anas e le amministrazioni locali, tutte le opportune garanzie sulla restituzione di tali ingenti stanziamenti, oltre a sottolineare doverosamente come Roma, oggi più che mai, debba andare fino in fondo mantenendo l’impegno preso davanti all’intero popolo siciliano”.

Come a dire, va bene la firma al Cipe, ma sui fondi che la regione deve anticipare mancano ancora le garanzie. Garanzie necessarie, tanto più se la somma va recuperata bloccando temporaneamente altri progetti, spiegano a FocuSicilia dalla Regione. Lo stesso Falcone aveva chiarito fin da subito la questione: “come ribadiamo da un anno e mezzo a questa parte, la Regione siciliana non si tirerà indietro e, fino a dove necessario, farà la propria parte per arrivare all’obiettivo: la realizzazione della Catania-Ragusa nei fatti e non soltanto nelle dichiarazioni di intenti. Al governo nazionale abbiamo assicurato il nostro supporto finanziario, ricordando tuttavia che le risorse dei siciliani da utilizzare per l’opera saranno delle mere anticipazioni”. Il nodo gordiano, insomma, è ancora lì. Insoluto. Nonostante lo stesso Cancelleri insista su una quadra trovata “tra tutti gli uffici e i ministeri” e di “un’intesa con la Regione”. Che, a quanto pare, non c’è.