Diritti e tutele dei lavoratori dipendenti donatori

Ecco in che modo la legge tutela i lavoratori dipendenti che vogliono donare il midollo osseo

Quali sono i tempi e i modi per donare il midollo osseo e come la legge tutela i lavoratori dipendenti che volessero farlo? La donazione consiste nell’offerta volontaria e gratuita del midollo osseo da parte del cittadino maggiorenne iscritto nel Registro nazionale italiano oppure nei registri regionali o interregionali dei donatori di midollo osseo. Per iscriversi al Registro bisogna avere un’età compresa tra 18 e 35 anni, pesare almeno cinquanta chilogrammi ed essere in buona salute. Per iscriversi è necessario fare un primo screening: vale a dire un colloquio anamnestico e un prelievo di saliva o sangue, per procedere alla tipizzazione. Se non sono riscontrate controindicazioni cliniche, si può entrare nel Registro dove si resterà fino al raggiungimento del cinquantacinquesimo anno di vita. Il donatore viene sottoposto ad un’anestesia generale o epidurale, così che non senta alcun dolore durante l’intervento. Questa modalità di donazione ha una durata media di circa 45 minuti. Dopo il prelievo, il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per 24/48 ore prima di essere dimesso e si consiglia comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni.
Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in poco più di una settimana. Il donatore generalmente avverte solo un lieve dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni.

I  lavoratori dipendenti  che donano  il midollo osseo hanno diritto a conservare la normale retribuzione, ossia la retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta qualora avessero prestato la normale attività lavorativa per le assenze  (giornaliere e/o orarie) dal lavoro occorrenti per la donazione e per quelle necessarie al completo ripristino del suo stato fisico. La donazione può essere fatta (generalmente) una sola volta nella vita. Hanno diritto all’indennità per le giornate ed i permessi occorrenti alla donazione  tutti i lavoratori dipendenti assicurati all’Inps per le prestazioni pensionistiche, a prescindere dalla qualifica e dal settore lavorativo di appartenenza. Le giornate ed i permessi interessati sono quelli necessari al prelievo midollare (a prescindere dalla quantità di sangue midollare donato) ed ai giorni di  convalescenza certificata dall’equipe medica che ha effettuato il prelievo/trapianto. Inoltre viene riconosciuto il diritto alle indennità anche nel caso in cui a tali atti non abbia fatto seguito la donazione. Le giornate di assenza vanno comunque preventivamente comunicate al datore di lavoro, per dare la possibilità allo stesso,  di poter organizzare al meglio la  gestione della propria attività. È la legge n.52 del 06/03/2001 a disciplinare la donazione del midollo osseo e ad integrare le disposizioni normative per il prelievo di cellule staminali, midollari e periferiche a scopo di trapianto.

La legge prevede inoltre il diritto a conservare la normale retribuzione anche per i permessi orari richiesti dai dipendenti per il  prelievo finalizzato all’individuazione dei dati genetici (definizione del sistema genetico HLA), prelievi necessari all’approfondimento della compatibilità con i pazienti in attesa di trapianto e per  l’accertamento dell’idoneità alla donazione. La normale retribuzione è da intendersi quella riferita alla cosiddetta ”retribuzione globale di fatto” con esclusione di taluni elementi non ricorrenti, come lo straordinario. Ai lavoratori turnisti che si siano assentati (per la donazione) durante il turno previsto, spetta la retribuzione comprensiva dell’indennità di turno. Le giornate ed i permessi predetti sono coperti da contribuzione figurativa ed i relativi oneri sono posti a carico dello Stato ai sensi dell’art. 11 della legge 52 del 2001. La misura dell’indennità va determinata sulla base dei criteri con i quali si determina la retribuzione corrisposta ai lavoratori per le assenze dal lavoro previste in caso di donazione di sangue. Ad esempio un lavoratore dipendente che generalmente lavora dal lunedì al venerdì dalle ore 08.30 alle 12.30  e dalle ore 13.30 alle 17.30, se dovesse assentarsi dal lavoro per gli accertamenti preliminari, necessari alla donazione, dal lunedì alle ore 11.00 rientrando martedì alle 11.00, gli si potranno riconoscere 8 ore di permesso retribuito.

Ovviamente  le giornate “per intero” indennizzate, si considerano, quelle lavorative che generalmente sono dal lunedì al sabato oppure dal lunedì al venerdì nel caso in esempio.    Le assenze verificatesi a partire dal 16 marzo 2001 sono accreditabili figurativamente e sono coperte con un valore retributivo determinato, ai sensi dell’articolo 8 della legge n.155/1981, sulla base della retribuzione effettiva degli interessati (art. 5, comma 2). L’accredito figurativo riguarda le ore di permesso necessarie per gli accertamenti preliminari, nonché i giorni di degenza ospedaliera e di convalescenza, debitamente certificati dalle strutture sanitarie che hanno reso le prestazioni attinenti alla procedura della donazione. I periodi in esame sono utili ai fini del diritto e della misura della pensione, compresa quella di anzianità, e sono efficaci con effetto dal periodo in cui si colloca l’evento. I datori di lavoro tenuti alla denuncia contributiva, devono porre a conguaglio nel modello UniEmens, le indennità anticipate ai donatori con i contributi e le altre somme dovute all’Inps con la denuncia di competenza del mese  in cui sono state corrisposte le indennità medesime o con quella del mese successivo (vedi delibera n. 5 del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto del 26/3/1993, approvata con D.M. 7/10/1993 e circolare n. 292/1993, punto 2). A tal riguardo, si rammenta che, per una corretta gestione del credito delle somme indennizzate e anticipate dal datore di lavoro al lavoratore donante,  occorre che la pratica sia corredata da specifica certificazione sanitaria rilasciata dalle strutture ospedaliere ovvero dai Centri trasfusionali autorizzati e consegnate dal donatore al datore di lavoro.

In particolare, dalla certificazione devono rilevarsi:

• I dati anagrafici del donatore; le ore di permesso occorrenti agli accertamenti ed ai prelievi preliminari alla donazione, specificati al comma 1 dell’art. 5, legge 52/2001;

• Le giornate di degenza occorrenti per il prelievo del midollo osseo;

• Le giornate di convalescenza successive al prelievo ritenute necessarie dall’équipe medica del Centro trasfusionale di cui sopra per il completo ripristino dello stato fisico del donatore ed effettivamente fruite.

La suddetta certificazione deve essere conservata a cura del datore di lavoro per un periodo di 10 anni al fine di permettere all’Istituto le verifiche di competenza. Relativamente alle aziende agricole che occupano sia operai che impiegati ed alle cooperative ex legge 240/84 – attualmente non tenuti alla denuncia contributiva tramite modello UniEmens possono chiedere direttamente all’Inps il rimborso delle retribuzioni erogate ai propri dipendenti nelle giornate e/o ore di permesso occorrenti alla donazione di midollo osseo. È bene precisare che dal 01.01.2020 anche le aziende agricole in parola, saranno obbligate a denunciare i propri contributi con il sistema UniEmens, pertanto, si ritiene, possano adottare lo stesso iter procedurale delle aziende  “generiche”.

Si fa pertanto riserva di fornire istruzioni in merito.
* In collaborazione con il Dott. Cdl. Fabio Cirignotta.