La Sicilia è tra le regioni più esposte alle truffe creditizie attraverso il furto d’identità. E tra quelle dove il fenomeno è in maggiore crescita. Ecco perché Fabi Palermo ha chiesto alle banche e alle assicurazioni di investire di più in cybersicurezza: “Devono pianificare, con maggiore efficacia, strategie di sicurezza e valutare come proteggere al meglio i dati sensibili del business e dei clienti”, ha affermato Gabriele Urzì, segretario provinciale Fabi Palermo. “Le banche non possono da un lato spingere sul versante della digitalizzazione e, dall’altro, non aumentare gli investimenti su questo versante”.

Le cyber-truffe in Sicilia

Urzì si basa sulle statistiche di Crif (azienda specializzata in informazioni creditizie), pubblicate a dicembre. Nel primo semestre del 2019, ci sono stati 575 casi in provincia di Palermo (contro i 345 dei primi 6 mesi del 2018), che così si piazza al quinto posto nella classifica nazionale. Catania è sesta, con 433 casi, anche in questo caso in forte aumento rispetto ai 271 del primo semestre 2018. Seguono Siracusa (205 casi), Messina (199 casi), Trapani (176 casi) e Agrigento (108). Nel complesso, la Sicilia si piazza dietro a Lombardia, Campania e Lazio, precedendo Piemonte e Puglia. E con un incremento che sfiora il 10 per cento, è quarta per percentuale di incremento, dopo il Molise (+66,7 per cento, anche se su numeri assoluti ancora modesti), Liguria (+13,9 per cento) e Lombardia (+11,2 per cento).

“Nessuno può ritenersi al sicuro”

In tutta Italia, i casi sono stati quasi 16700. Un aumento deciso, arrivato peraltro in un semestre (il primo) tradizionalmente più “tranquillo”, visto che le truffe si moltiplicano in estate e durante le feste. L’importo medio delle cyber-truffe è però calato a 4662 euro. Una flessione che non rassicura, perché probabilmente dovuta a un uso sempre più massiccio dei canali telematici: molti più utenti si muovono online e sono quindi esposte anche operazioni di importo inferiore. Lo conferma il fatto che un terzo delle truffe riguarda il credito erogato per l’acquisto di elettrodomestici. Migliaia su migliaia, però, si arriva a danni consistenti: 77 milioni di euro nei primi sei mesi del 2019. “Nessuno può ritenersi al sicuro”, afferma Urzì.

L’identikit delle vittime

La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (64,9 per cento) è costituita da uomini. Osservando la distribuzione delle frodi per classi di età, invece, c’è una distribuzione omogenea tra i 18 e i 50 anni. Le vittime più giovani (dai 18 ai 30 anni) sono però aumentate di più (+23 per cento) rispetto ai 31-40enni. Mentre diminuiscono i casi che hanno coinvolto gli over 50. Come già detto, l’acquisto di elettrodomestici con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia maggiormente diffusa (quasi un terzo dei casi). Al secondo posto si piazza la categoria auto-moto, seguita dagli articoli di arredamento. Continua l’aumento dei casi che riguardano l’abbigliamento e i prodotti di lusso, l’elettronica e i trattamenti estetici o medici.

Mesi o anni per scoprire le truffe

Il prestito finalizzato continua a essere tipologia di prodotto più preso di mira. Sono raddoppiate le frodi sulle carte di credito. E aumentano anche i prestiti personali. La maggior parte delle frodi si concentra su importi tra i 1500 e i 3 mila euro. Ma sono in aumento quelli che superano i 5 mila. A rendere il quadro più rischioso è anche la scarsa reattività. Più di un caso su due viene scoperto entro sei mesi. Ma aumentano le truffe messe in atto anche cinque anni prima della loro scoperta.