Dal primo gennaio sono in vigore le nuove regole di compensazione dei crediti. Si estenderanno anche a chi non è titolare di partita Iva, ma avranno un percorso più complesso. Questo perché l’articolo 3 del decreto fiscale 26 ottobre 2019 n. 124 mira a rafforzare il contrasto delle “indebite compensazioni”.

Cosa cambia

Il contribuente che vanta un credito maturato nel 2019 superiore ai 5 mila euro annui, riguardante imposte sostitutive, imposte sui redditi e addizionali, Irap e Iva, potrà utilizzarlo in compensazione solo dieci giorni dopo la presentazione della relativa dichiarazione all’Agenzia delle entrate da cui emerge il credito. Per i crediti in compensazione viene inoltre esteso l’obbligo di F24 in modalità telematica per tutti i contribuenti, attraverso i servizi online dell’Agenzia delle Entrate.

Le sanzioni

Novità anche in materia di sanzioni, qualora i crediti riportati nelle deleghe di pagamento siano in tutto o in parte non utilizzabili. La sanzione verrà emessa dall’Agenzia delle Entrate insieme alla comunicazione di compensazione non dovuta e sarà pari al 5 per cento dell’importo (quando questo non supera i 5 mila euro) o uguale a 250 euro per importi superiori. Una sanzione di 1000 euro, invece, verrà applicata per ogni delega respinta. L’Agenzia delle entrate comunicherà all’interessato l’impossibilità di effettuare il pagamento della delega con compensazione entro trenta giorni dall’invio della stessa.