Gela: come funziona Meic, l’azienda del premio Olivetti

Seimila euro a ognuno dei trenta dipendenti, ma non solo. Maurizio Melfa parla della sua impresa nel contesto gelese. E, come Cgil, vede il futuro della città non solo negli idrocarburi, ma nella cultura

Gela è stata per decenni l’Inferno descritto da Giorgio Bocca, simbolo di un Sud irrecuperabile. La città vive ancora anni di difficoltà, dovuti anche alla dismissione dell’inquinante petrolchimico Eni. Una crisi che ha portato a un’emigrazione di massa, che caratterizza tutta la provincia nissena, ma anche a un’attenzione maggiore al terziario e all’agricoltura. E alla consapevolezza di possedere beni archeologici che ne potrebbero fare un’ambita meta turistica. Nelle scorse settimane a suggellare un rinnovato ottimismo si è concretizzato l’impegno da 800 milioni di Eni per la costruzione del nuovo impianto per lo sfruttamento dei giacimenti di metano nel Canale di Sicilia denominati Argo e Cassiopea. Accanto a questo, un riconoscimento inaspettato per una azienda locale: il premio Olivetti 2019 assegnato alla Meic Services Spa.

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Vendita di metano al Sud. Ma si punta all’estero

Si tratta di una media impresa, con un fatturato da 16 milioni l’anno e 30 dipendenti. Lavoratori che, a dicembre, hanno ricevuto una gratifica da 6700 euro lordi ciascuno. “Abbiamo investito 200 mila euro, nella consapevolezza che il capitale umano sia l’unica via per poter dare una svolta ad una azienda in un mercato”, spiega Maurizio Melfa, amministratore delegato della Meic. La società, fondata dal padre 31 anni fa, si occupa di distribuzione di carburanti “tra Sicilia, Sardegna e Calabria”, soprattutto metano compresso all’ingrosso. Proprio il settore su cui la città sta in questo momento puntando grazie al nuovo impianto Eni. “Ci riforniamo di carburanti nella zona di Priolo – spiega Melfa – mentre per il metano siamo direttamente agganciati al metanodotto. E i nostri clienti spaziano dalle aziende agricole al settore dei trasporti. Ma per il futuro puntiamo a investire anche su altri settori, e magari a medio termine di espanderci verso l’estero”.

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Un sistema d’incentivi grazie al contratto Anpit

Melfa parla della sua azienda come di “una startup che va avanti da trent’anni”, perché la strategia aziendale è basata su “innovazione e specializzazione. Non a caso circa metà del nostro personale è di struttura indiretta”. Con un’impostazione sempre orientata al cambiamento. “Bisogna raccogliere informazioni e notizie, perché una notizia che arriva può generare valore aggiunto, e nella piena consapevolezza che la partita si giochi sulla specializzazione”. Quello che per Melfa fa la differenza, però, è il “contratto di programma con i nostri lavoratori che prevede un sistema d’incentivi. Un sistema per la massimizzazione motivazionale”. A permetterlo, anche il contratto collettivo utilizzato dall’azienda, Anpit Cisal settore terziario. La stessa Anpit, associazione delle imprese del terziario, che annualmente assegna il premio dedicato ad Adriano Olivetti. “Ci è stato assegnato, credo, perché cerchiamo di abbattere la barriera tra lavoratore e azienda, creando un ambiente gradevole per chi passa qui la maggiora parte del suo tempo”. E uscire da un rapporto tra lavoratori ed impresa che, in generale “è diventato fallimentare, non funziona più”.

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Il futuro di Gela sta nella cultura

Con lo sfruttamento dei giacimenti Argo e Cassiopea, Gela diventerà sempre più la città del metano. E nonostante il core business sia nel gas, per Melfa non basta. “Il nuovo investimento Eni è una gran bella notizia, ma credo che il rilancio del territorio debba essere di tipo culturale. Senza rilancio economico e sociale, non si possono riportare i giovani, il lavoro e i turisti. Con la cultura siamo convinti che tutto il territorio abbia modo di svoltare”. Una visione che incontra quella della Cgil Caltanissetta. “Tra i molti milioni di euro stanziati per il territorio”, afferma Ignazio Giudice, segretario provinciale del sindacato, “non ce n’è neanche uno destinato ad includere i musei della provincia nei circuiti turistici. La provincia di Caltanissetta non può essere conosciuta solo per un’agricoltura da rilanciare e per un impianto Eni, per quanto sempre più green e attento alla sostenibilità. Ci vuole uno sviluppo complementare turistico. E questa nostra rivendicazione è stata fatta propria non solo dai sindacati ma anche dalle organizzazioni datoriali, dalla Lega Cooperative a Sicindustria, e da parecchi sindaci”. Nel frattempo però “in due anni sono andati via diecimila giovani dalla provincia, spesso seguiti dai genitori. Siamo ultimi nella classifica di qualità della vita, e aspettiamo quasi un miliardo per il completamento del sistema infrastrutturale. Opere che aumentano la qualità della vita, dall’autostrada progettata 52 anni fa alla stazione al porto, oggi con più sabbia che acqua”, afferma Giudice.

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La parentesi politica

Melfa dal canto suo rivendica un impegno sociale, sia da parte dell’azienda “con la sponsorizzazione di società dal calcio agli sport paralimpici”, sia personale. In particolare “con la candidatura a sindaco, un’esperienza che ho fatto sia nel 2015 che nel 2019, quando sono arrivato terzo con una lista civica, senza appoggi di partito, e ben settemila preferenze”. Nel 2018 per Melfa anche una parentesi da assessore ai Lavori pubblici nella giunta di Domenico Messinese. Incarico lasciato dopo soli tre mesi. “Credo che la politica necessiti un ricambio, e uno come me che fa attività d’impresa ha il dovere civico di intervenire”, spiega l’imprenditore.

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Il vantaggio di essere eco-friendly

Nel frattempo però Melfa ha ben chiare le difficoltà del territorio. “Siamo presenti a Gela e abbiamo sempre coesistito con le difficoltà strutturali, abbiamo una sorta di ‘callo’ che ci fa reagire alle difficoltà e sopravvivere nel mercato. Ma sono un indomito ottimista, e credo che l’uso di soluzioni anche green ci aiuti. Abbiamo avviato la trasformazione della flotta a metano, che fa anche risparmiare, e acquistato per primi in Sicilia un trattore stradale a Cng. Totalmente ecologico”. Tra le soluzioni, anche quella del biometano che vede come inevitabile: “non riesco a capire le polemiche sul biogas, risorsa green che sostituisce i combustibili fossili. Ricavandolo da scarti agricoli e rifiuti si attiva un’economia circolare virtuosa. Il buon senso non può che prevalere, e impianti di biometano andranno a proliferare”. Del resto “la salvaguardia ambientale è sempre più richiesta dai grandi committenti, e questa dà un valore aggiunto alle aziende. Chi è eco-friendly ha una marcia in più rispetto ai competitor”, conclude Maurizio Melfa.