La diversità e il coraggio che fanno la differenza

Jugaad è una tecnica esistenziale che ha in comune la passione per il più concreto imparare. La pratica viene prima della teoria e punta al risultato, al frutto per l’appunto. Il frutto della nostra terra

La strada che conduce alla creazione di un’impresa, in un modo o nell’altro, è sempre intrisa di Jugaad Innovation; incide sempre e delle volte, anzi, la maggior parte delle volte, in modo implicito, inconsapevole. Si è lavorato nelle università di tutto il mondo, per renderla divulgabile, lucida e metodologica. Jugaad è infatti metodo, un vero e proprio metodo di consulenza organizzativa, un approccio olistico e ragionato. Una sorta di magica contraddizione che si impone ed è per natura, selvaggia, originaria e seminale. Un nuovo modello di business. Una nuova visione.

I principi Jugaad sono semplicemente sei:

  • Cogliere l’opportunità nelle avversità
  • Fare di più con meno
  • Pensare e agire con flessibilità
  • Mantenere la semplicità
  • Includere il margine (includere chi non può accedere al tuo servizio/prodotto)
  • Seguire il tuo cuore

Prima di approfondire con un esempio concreto di Jugaad, bisogna sottolineare, premettendo un “fatto”. Il “fatto” di cui parlo riguarda la “non decisione” di esser nati in Italia e specificatamente in Sicilia. La grande fortuna che ci rende speciali, specialissimi. La botta di fortuna. La Sicilia ha tante cose splendide ma c’è una cosa che la rende unica al mondo: la biodiversità. Le regioni con maggior numero di specie endemiche e di specie esclusive, ovvero presenti in quella sola regione, sono la Sicilia (322 specie endemiche e 344 esclusive) e la Sardegna (256 specie endemiche e 277 esclusive). Facciamo di tutto per distruggerla, eppure, nella nostra ordinaria follia, ne possiamo trarre grande ricchezza e inimitabile qualità spontanea. Facendo poco.

Jugaad è una tecnica esistenziale che ha in comune la passione per il più concreto imparare. In queste tecniche la pratica viene prima della teoria. Tecniche orientate al risultato, al frutto per l’appunto. Il frutto della nostra terra. In Sicilia tutto questo è più semplice, anzi, così semplice che lo smarriamo, lo dimentichiamo. L’agricoltura non è sinonimo di privazione o di distanza dal moderno, di nemesi del sogno, quel sogno dei baby boomers che ha contribuito a questo tilt culturale e pratico. La campagna, l’agricoltura, è sapienza, cultura e tecnologia.

Ho incontrato diversi imprenditori sulla mia strada e Carlo Aranzulla che gestisce la sua omonima azienda agricola ed un brand lanciato sul mercato, rappresenta forse uno dei più interessanti. A soli 19 anni decide, parallelamente ai suoi studi da Radiologo, completati con successo, di prendersi cura di un pezzo di terra (5 ettari, inizialmente) ereditato dalla famiglia e destinato alla vendita. Immaginate, un ragazzo che anziché chiedere una casa al mare, una macchina, un viaggio per evadere, chiede un pezzo di terra da accudire e far crescere. Stupefacente. Dinanzi alla possibilità di usare una tecnologia produttiva ma tanto sbrigativa, sceglie la via più critica e apparentemente meno produttiva: crescere piante Bio ed IGP, non trattate e non lucidate. Le arance così come le ricordiamo (chi le ricorda?).

Il risultato è che questa scelta così faticosa si rivela vincente, fare di più (una terra che non ha bisogno di così tante spinte per dare i propri frutti) con meno (minori trattamenti chimico-crittogamici e lavorazioni con macchine industriali o semi-industriali) è l’algoritmo giusto, il mercato esiste e le richieste non tardano. Risparmia pure, creando una filiera cortissima, pochi passaggi: coltivo, raccolgo, pulisco con le “pezze”, controllo lo specchietto vendite del sito web e-commerce, confeziono il pacco per poi spedirlo in tutta Italia e poi in Europa. Lo stesso mi ha confidato: “Ho sempre creduto nell’agricoltura, è il settore primario e lo sarà sempre. La crisi che ha investito la nostra terra negli ultimi vent’anni ritengo sia frutto in parte della globalizzazione, ma in buona parte anche legato all’incapacità di molti imprenditori agricoli di guardare ciò che stava accadendo attorno, e dunque modernizzarsi, sulle tecniche di coltivazione, sulle varietà, sull’approccio commerciale”.

Lo incalzo con le domande Jugaad, nello specifico sul concetto di frugalità e flessibilità: “il nostro modello di business mira a proporre delle varietà di agrumi tipiche della nostra tradizione. Sono sempre cresciute lì, da 500 anni ed utilizzando il metodo di vendita e-commerce, il più efficace dell’ultimo decennio; difatti le vendite online sono in crescita costante, anche nel settore food dove ci sono ancora grandi margini di espansione. Ho un accordo con un grande player della spedizione ed abbassando i margini di ricavo, riesco a spedire con costi inclusi in tutta Italia. In tre giorni in media. Una fatica, che però spinge il mio cliente ideale a provarci (includendo il “margine”, cioè chi non può spendere di più n.d.r.)

Una dimensione quindi che comincia a suggerirci un senso di possibilità, di naturalità ma anche di strategia del “fare con quello che ho, fare bene con le tradizioni, trasformare digitalizzando”. Abbracciare la digital transformation (la trasformazione digitale) significa essere e rappresentare flessibilità. Un mercato aperto per tutto il periodo di raccolta costruendo un’esperienza del cliente aprendosi al futuro, personalizzando, comunicando. Esserne ossessionato, significa quindi trasferire passione, dedizione oltre la centralità.

Vorrei poter dare un contributo a questa terra, vederla crescere, cambiare, è la soddisfazione più grande”. Se non sei spinto dal cuore oltreché dalla testa, il tuo business sarà sempre vincente per metà.

Link per maggiori approfondimenti:
https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/rural-development
Jugaad Innovation: Pensa frugale, sii flessibile, genera una crescita dirompente Di Navi Radjou, Jaideep Prabhu, Simone Ahuja

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