Cos’è la finanza decentralizzata (DeFi)

Il mercato delle DeFi (finanza decentralizzata) è in forte crescita: il 2020 registra un trend di crescita con 830 milioni di dollari investiti

Negli ultimi dieci anni il sistema finanziario ha subito importanti stravolgimenti grazie alle nuove tecnologie ed ai cambi di paradigma, che hanno portato alla nascita di rivoluzionari sistemi alternativi a quelli tradizionali. Queste nuove realtà vengono chiamate FinTech e si differenziano fortemente rispetto la finanza tradizionale.

Nello specifico per FinTech intendiamo la tecnofinanza, o tecnologia finanziaria (in inglese Financial Technology da qui FinTech) che è la fornitura di prodotti e servizi finanziari attraverso l’innovazione con le più avanzate tecnologie del momento. Spesso si parla di Disruptive Innovation (Innovazione Dirompente), e si qualifica una simile innovazione ogni qualvolta le nuove tecnologie alterano la maniera in cui operano i mercati. Sebbene non sia esclusivamente un termine legato al FinTech, è spesso usato per descrivere i servizi finanziari in cui gli sviluppi tecnologici spingono gli operatori a ripensare il proprio approccio all’industria. I soggetti protagonisti in questo processo sono ovviamente le start-up, ma anche i più famosi istituti bancari (pensiamo in Italia a Banca Sella, Unicredit ecc.), che sono artefici di questa trasformazione ed investono nello sviluppo interno o nell’acquisizione di progetti FinTech. Queste realtà dalla visione innovativa, utilizzano la tecnologia alla portata di tutti, come ad esempio le App, ma anche software più complessi che comprendono l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (AI) o dei Big Data e della Blockchain con le sue dApp. Applicazioni di mobile payment (es. PayPal, Apple Pay), criptovalute (es. Bitcoin, Ethereum, Ripple), crowdfunding (es. Borsa del Credito, 2015), open API, chatbot, robot-advisor (es. Moneyfarm, 2011) questi termini, ormai entrati a far parte del vocabolario comune, definiscono l’ecosistema delle FinTech.

Il mondo delle FinTech, a sua volta, si differenzia anche dall’uso o meno della tecnologia Blockchain e delle criptovalute. Analizzando quest’ultimo aspetto, ovvero le FinTech che adottano l’uso della Blockchain e delle criptovalute (Blockchain Based) ci sono importanti differenze che ne caratterizzano il loro posizionamento sul mercato. Seppur tutti questi nuovi operatori condividono lo stesso obiettivo – ovvero fornire l’accesso ai mercati finanziari ed ai relativi servizi bancari a tutte le persone, ovunque nel mondo, tramite l’uso delle criptovalute – differiscono nel modo in cui raggiungono questo obiettivo.

Questa differenza, con a centro l’uso diverso della Blockchain e delle criptovalute, separa la finanza centralizzata (CeFi) dalla finanza decentralizzata (DeFi). Sebbene siano molto sottili le differenze tra la CeFi e le DeFi, al centro della divisione c’è l’importante questione se gli utenti debbano fidarsi delle persone o della tecnologia.

Con la CeFi, gli utenti si affidano alle persone che stanno dietro l’azienda e che gestiscono i fondi ed eseguono i servizi che offrono. Con la DeFi, gli utenti confidano sulla tecnologia, sul codice. È la tecnologia che regola il funzionamento di questi sistemi. Per quanto riguarda la CeFi, il vantaggio derivante dall’utilizzo di questi servizi è sicuramente la maggiore flessibilità.

Alcuni di questi vantaggi sono i cambi con le valute a corso legale (euro, dollaro), gli scambi incrociati e la capacità di aiutare direttamente i clienti gestendone i fondi. Inoltre i servizi CeFi forniscono comunemente soluzioni che possono adattarsi rapidamente alle esigenze dei clienti. Alcuni esempi di aziende sono Coinbase (cambio valute Fiat-Cripto e carta di debito), Nexo (una piattaforma di lending dove si può prendere un prestito o dare in prestito le proprie criptovalute), Binance (piattaforma di trading).

Analizzando nello specifico la DeFi, questa è stata definita come: Decentralized Finance o finanza decentralizzata o Open Finance – che replica i tradizionali servizi finanziari (prestiti, interessi, CV di titoli e derivati, pagamenti) utilizzandola reti #P2P decentralizzate (Blockchain), automatizzando le attività con smart contract e annullando gli intermediari. Quindi, le caratteristiche principali della DeFi sono l’utilizzo di reti decentralizzate e gli smart contract. Quest’ultimi consentono l’esecuzione automatica di vari processi, come ad esempio quelli che gestiscono i prestiti tra privati, in modo sicuro e matematico; mentre l’utilizzo di reti decentralizzate ne rende il funzionamento trasparente, sicuro, pubblico e tracciabile.

Fra questi tipi di servizi troviamo gli exchange decentralizzati (es. Kyber) che permettono autonomamente, con l’uso di smart contract, gli ordini di cambio di criptovalute. Altro esempio sono le piattaforme che permettono di dare in prestito le proprie criptovalute ed ottenere, in cambio, degli interessi (esempio è l’exchange DeFi di Eidoo che ha lanciato questa soluzione che offre un accesso semplificato a questi nuovi token in modo da consentire a chiunque di poterli usare facilmente). Per maggiori approfondimenti sui progetti DeFi consiglio il sito DefiPrime.

Il mercato delle DeFi è in forte crescita, il 2019 è stato l’anno in cui abbiamo assistito all’esplosione di questo settore e l’inizio del 2020 registra ancora il forte trend di crescita con oltre 830 milioni di dollari investiti e 3,2 milioni di Ether impiegati a pegno. Il progetto Maker ha dato una fortissima spinta a questo settore con la creazione del DAI, il token stabile (ovvero una moneta digitale ancorata al cambio stabile di 1 DAI = 1 dollaro) che ad oggi rappresenta l’asset più utilizzato nell’ecosistema delle DeFi con una percentuale che, secondo Defi Pulse, supera il 56 per cento del valore totale del sistema. L’ecosistema si sta evolvendo velocemente e nuovi attori stanno facendo crescere il settore, ricordiamo Syntethix (Derivati) e Compound (Prestiti). Tanto ottimismo ma al contempo serve anche una cauta attenzione sulla maturità del settore e degli operatori che hanno necessità di risolvere i normali problemi sulle versioni beta di questi protocolli per scongiurare falle e realizzare inoltre appieno la decentralizzazione e la sicurezza anche dagli amministratori degli stessi sistemi.

Per maggiori approfondimenti consiglio il sito d’informazione The Cryptonomist che puntualmente tratta tutte le novità sul tema.