Il settore edilizio, subito dopo quello agricolo, detiene il secondo posto nella classifica degli incidenti sul lavoro. “Eppure la Regione Siciliana non risponde agli appelli lanciati dal sindacato a proposito dei controlli sui cantieri,né viene ridimensionato il parametro della velocità della consegna dei lavori, che concorre a creare un clima di stress forsennato a danno della salute di chi lavora”. Ad affermarlo il segretario generale di Fillea Catania Giovanni Pistorio. Un accorato allarme da parte del sindacato dei lavoratori edili che ogni anno conta i propri morti soprattutto nei cantieri pubblici di tutta Italia. Ancora non sono disponibili i dati  sulle morti del lavoro del 2019 relativi al territorio etneo, ma dall’inizio del 2020 sono già 37 i morti sui luoghi di lavoro sul territorio nazionale. Nel corso del 2019 i morti sui luoghi di lavoro lavoro erano stati 701. In questo contesto sono 105 le vittime pari al 15 per cento del dato  complessivo. Per il sindacato “si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra e i numeri raddoppiano, persino, se si aggiunge il conteggio dei morti sulle strade”.

Tempi troppo rapidi per i lavori

Pistorio sottolinea che “è stato chiesto di seguire il rafforzamento dei controlli da parte della Regione sui cantieri pubblici e privati, nonché l’adozione del Durc di congruità per contrastare il lavoro sommerso”. Ma, al momento, il sindacato sottolinea come dal governo regionale non sia arrivato alcun segnale concreto. “Siamo estremamente preoccupati per il fatto che, pur di fare utili, tante aziende stiano forzando la mano sui tempi di esecuzione e di consegna dei lavori. In questo modo, infatti, disattendono la normativa nazionale in materia di lavoro straordinario, costringendo i lavoratori a sostenere carichi di lavoro impressionanti ed in condizioni di precariato in tanti non hanno la forza di resistere alle richieste dei titolari e a turni di lavoro infiniti e massacranti”. Per il sindacato catanese degli edili, dunque,potrebbero essere tante le imprese che, mettendo a repentaglio l’integrità psico-fisica dei propri dipendenti, spingono questi ultimi a sforare i limiti previsti dal contratto e dalle norme di legge rispetto ai limiti previsti per il lavoro straordinario.

La richiesta: “controlli a campione sulle ore”

“In questo modo si infrangono le norme in materia di orario di lavoro e quelle di salute e sicurezza, sempre che lo straordinario venga regolarmente dichiarato”. Conclude Pistorio: “La salute e la sicurezza sul lavoro non possono essere dei parametri sacrificabili sull’altare dell’utile d’impresa e la velocità di consegna dei lavori non può essere una variabile non dipendente dalla qualità e dall’innovazione. Sarebbe dunque necessario che rispetto alla questione che riguarda la violazione in materia di lavoro straordinario, vengano avviati dei controlli a campione sulle ore di lavoro dichiarate in busta paga per i lavoratori”.