Fa fatica a decollare la raccolta differenziata in Sicilia e le cose vanno peggio quando si guarda ai rifiuti speciali. Secondo gli ultimi dati regionali aggiornati a settembre dello scorso anno, si è raggiunto quasi il 40 per cento, ma c’è molta differenza tra i comuni con meno di 10 mila abitanti che riescono facilmente a sfiorare il 60 per cento e quelli con più di 100 mila abitanti che non raggiungono il 20 per cento. Particolare è la questione legata ai rifiuti speciali. Secondo i dati riportati nell’ultima ricerca Ref sul ciclo dei rifiuti in Italia (che fa riferimento ai dati Ispra tra il 2017 e il 2018) emerge che nell’isola c’è un “deficit per oltre 700 mila tonnellate che sono destinate a smaltimento e a recupero energetico in Paesi esteri, a costi elevati”.

Passivo italiano da due milioni di tonnellate

A livello nazionale, nel 2017, il bilancio chiude in passivo per circa 2 milioni di tonnellate. Insieme alla Sicilia fanno da fanalino di coda nella gestione dei rifiuti anche Campania e Lazio con un deficit complessivo di smaltimento e avvio a recupero energetico di 2,7 milioni di tonnellate. Dati che sono strettamente legati alla mancanza di impianti. In Sicilia, in particolare, mancherebbero sia per “la componente urbani sia di quella speciale”. Dal Ref segnalano dunque che ci sono circa 78 Tir che giornalmente lasciano l’isola pieni di rifiuti. Dalla regione Siciliana, tuttavia, fanno sapere al nostro giornale che l’organico e l’indifferenziato rimangono di certo in Sicilia, qualcosa cambia invece per le frazioni di differenziato, in particolare plastica e carta.

Serve un ciclo integrato dei rifiuti

I numeri della raccolta crescono e secondo i piani regionali nei prossimi anni dovrebbero esserci anche dei nuovi impianti, almeno 11, che la stessa Regione provvederà a creare facendo le veci delle Srr. Proprio per la mancanza di questi progetti, in alcuni casi, sono state commissariate. Ciò che manca davvero però, affinché la raccolta differenziata abbia più risvolti positivi possibile, è un ciclo integrato dei rifiuti. Un problema di tutto il territorio nazionale secondo Beniamino Ginatempo di ZeroWaste Sicilia, “anche se noi siamo più indietro”. Ginatempo non ha dubbi: “non è corretto misurare la virtù sulla percentuale o su quanto indifferenziato procapite va in discarica, se non si sa che fine fa questo materiale”.

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Gli impianti siciliani

In Sicilia risultano attivi 16 impianti di trattamento della frazione organica di cui sette sono a gestione pubblica, per una capacità totale di 399 mila e 131 tonnellate. Ai 16 se ne aggiungono altri otto attivi in procedura semplificata. Ci sono poi un impianto per il trattamento integrato aerobico e anaerobico, nove per il trattamento meccanico biologico e 11 discariche. La provincia ovest di Agrigento è la più “riciclona” con percentuali che superano il 70 per cento. Le isole Eolie sono invece quelle che fanno peggio con neanche il 20 per cento di raccolta rifiuti differenziati. Meno della metà dei Comuni raggiunge il 60 per cento della differenziata. Il più attivo è il comune di Longi, nella provincia di Messina, dove si supera il 90 per cento, mentre il più dormiente in tema di raccolta differenziata è Licata, in provincia di Agrigento con appena il 4 per cento.