Allora ci siamo. Il 14 febbraio, Aerolinee Siciliane presenterà “la compagnia e il cronoprogramma”. Il progetto ormai è noto: creare un vettore siciliano, senza partecipazione pubblica e ad azionariato diffuso. In attesa che tutto possa essere chiarito nella conferenza di domani, ecco quello che si sa e cosa ancora no della società promossa da Luigi Crispino.

La zuffa con la Regione

In queste ore si è consumata una zuffa a mezzo social e stampa tra la Regione e Aerolinee Siciliane. Entrambe (con toni non proprio istituzionali) si sono affrettati a dire che non sono interessate a collaborare. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha affermato in una nota di guardare “con rispetto e attenzione” al tentativo di far decollare una compagnia siciliana. Ha però aggiunto che “il governo regionale ha avviato, da tempo, altri contatti”. Si procede quindi in parallelo: da una parte un vettore privato e dall’altro l’ambizione di uno pubblico. Eppure, nel 2017, le due linee si sono intersecate: il progetto originario di Aerolinee Siciliane prevedeva la partecipazione pubblica. Anzi, di più: una partecipazione di maggioranza nella fase iniziale, destinata a diventare minoranza ma con una “golden share” per garantire diritto di veto. Crispino ha spiegato che non se ne è fatto più nulla perché la Regione non avrebbe “apprezzato” il progetto. Di sicuro c’è stato un incontro, lo scorso 4 febbraio, con l’assessore Marco Falcone. Il giorno dopo, Aerolinee Sicilia ha scritto su Facebook che a breve ci sarebbero state “notizie sui concreti sviluppi di questi contatti”. Le versioni di giunta e compagnia non combaciano: di cosa si è parlato e perché, in poche ore, i toni del dialogo sono cambiati?

Senza partecipazione pubblica

Lo statuto di Aerolinee Siciliane ricalca l’impianto del 2017. Solo che, in assenza di partecipazione pubblica, la golden share è affidata alla Fondazione Air Sicilia, che fa capo a Crispino. Lo scorso dicembre, la nascente compagnia ha pubblicato su Facebook le slide riassuntive del piano intavolato con la Regione più di due anni prima. In una si chiede: “Perché ieri i sogni sono svaniti e oggi dovrebbero realizzarsi?”. Risposta: “Perché la presenza dell’ente pubblico garantisce la volontà politica” e “le condizioni ambientali favorevoli al successo dell’iniziativa”. E ancora: “Perché Aerolinee Siciliane, grazie alla stretta collaborazione tra pubblico e privato e la solidarietà garantita dall’azionariato diffuso, riuscirà a garantirsi ciò che i gestori aeroportuali in passato hanno negato”. Oggi che non c’è intervento pubblico, la domanda (non retorica) di quella slide resta: “Perché ieri i sogni sono svaniti e oggi dovrebbero realizzarsi?”.

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I tempi del decollo

In attesa di un cronoprogramma (che si prevede venga svelato domani), i vertici di Aerolinee Siciliani hanno già fissato da settimane data e tratta del primo volo. Ore 6:40 del 14 giugno. Decollo da Comiso in direzione Milano. Prima incognita: non si sa lo scalo di arrivo. Linate non ha slot liberi. Sarà Malpensa oppure Orio al Serio? I tempi, per stessa ammissione dei vertici, sono molto stretti. La richiesta per ottenere il Certificato di operatore aereo (Coa, di fatto la “patente” per decollare) sarebbe stata inviata all’Enac a fine gennaio. L’Ente nazionale per l’aviazione civile spiega che “il processo di rilascio del Coa è lungo e complesso” e “può durare dai tre ai sei mesi”. Stando a questi termini, l’autorizzazione dovrebbe arrivare non prima di fine aprile. Ma potrebbe anche slittare a luglio, cioè oltre il termine promesso. Senza dimenticare che andrebbero messe in piedi le procedure per la vendita dei biglietti almeno 20-30 giorni prima del primo volo. Legittimo che i promotori dell’iniziativa non guardino allo scenario peggiore. E Crispino, è un fatto, sa come si ottiene un Coa, avendolo fatto due volte (con Air Sicilia e Wind Jet). Ma in base a quali elementi Aerolinee Siciliane si dice convinta di poter decollare da Comiso alle ore 6:40 del 14 giugno?

Soci e somme raccolte

L’autorizzazione a volare costa (tra i 500 e i 600 mila euro). E poi c’è tutto il resto da mettere in piedi. La società è stata costituita il 25 gennaio, con validazione dell’aumento di capitale il 31 gennaio. Il 27 gennaio, Luigi Crispino ha affermato a FocuSicilia che circa 600 soci avevano versato nelle casse di Aerolinee Siciliane 173 mila euro. Sarebbero stati solo una parte delle sottoscrizioni. La cifra quindi, potrebbe lievitare in fretta, anche perché – oltre alle quote dei piccoli azionisti individuali – ci sarebbero alcune imprese pronte a versare 100 mila euro: i nomi sono quelli di Sisac (il cui direttore, Elio Guastella, è presidente del consiglio di sorveglianza) e Butterfly helicopter (il cui amministratore unico, Piero Berti, è uno dei tre membri del consiglio di gestione). La società ha dichiarato che l’obiettivo è coinvolgere 5 mila azionisti e raccogliere 10 milioni di euro. Da fine gennaio non ci sono aggiornamenti sulla raccolta. A quanto ammonta?

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Cosa vuol dire azionariato diffuso

Aerolinee Siciliane è una società ad azionariato diffuso. Vuol dire che il capitale viene frammentato in modo tale da evitare che un solo azionista o un gruppo limitato di soci assuma il controllo. Per questo motivo, lo statuto prevede un limite del 5 per cento. È un tetto al diritto di voto in assemblea e non alla quota del capitale. Vuol dire che un azionista (presumibilmente un’impresa) può avere una fetta di Aerolinee Siciliane oltre il 5 per cento e incassare gli eventuali utili in proporzione a quella fetta. Ma quando sarà il momento di prendere decisioni, come l’elezione dei consiglieri, il suo peso in assemblea sarà comunque relativo. Visto che il tetto al 5 per cento vale solo per il diritto di voto e non per il capitale, gli eventuali utili (sempre distribuiti in proporzione) sarebbero minimi per i piccoli azionisti. Il principale vantaggio sarebbe costituito da una serie di bonus: ogni azionista avrebbe diritto a “un monte sconti annuale pari al 10 per cento della quota azionaria investita, da utilizzare su ogni biglietto acquistato nell’anno solare, fino alla concorrenza massima del 10 per cento del prezzo di acquisto destinato al pubblico”. Tradotto: si può ottenere una serie di sconti del 10 per cento per un ammontare complessivo che non superi un decimo dell’investimento. Nel caso della quota minima (400 euro) sarebbe di 40 euro l’anno. Si avrà anche un “price cap” (cioè un tetto al prezzo, definito dal consiglio di sorveglianza), “precedenza nelle liste di attesa, in casi di over booking”, “upgrade, se disponibile, rispetto alla classe di volo prenotata”, “accesso alle convenzioni dedicate ai soci”. Come sempre, gli azionisti devono tenere a mente che, anche in un azionariato diffuso, si tratta di investimenti in capitale di rischio. Non ci sono garanzie che la loro quota iniziale si apprezzi, né che non perda valore. Vista la popolarità dell’iniziativa, che si rivolge anche a lavoratori e pensionati, gli investitori sono informati con la necessaria trasparenza (dovuta per legge)?

La struttura di Aerolinee Siciliane

L’assemblea elegge il Consiglio di sorveglianza e vota il presidente. Un membro viene indicato dalla Fondazione Air Sicilia e deterrà la “golden share negativa”, cioè il diritto di veto nel caso in cui alcune decisioni ledano gli obiettivi individuati dallo statuto. Gli altri tre membri sono eletti dalla cooperativa dei soci frazionari (che raggruppa gli azionisti più piccoli), dai soci individuali (che hanno investito almeno 2 mila euro) e tra i revisori dei conti. Il consiglio di sorveglianza è composto da Elio Guastella, Stefano Spampinato, Claudio Melchiorre, Guendalina Lo Monaco e Aldo Di Benedetto. La governance di Aerolinee Siciliane è detta “dualistica” perché un consiglio di sorveglianza (espressione diretta dell’assemblea) nomina un consiglio di gestione (incaricato di guidare operativamente la compagnia). Ne fanno parte tre membri: Luigi Crispino, Piero Berti (uno degli investitori forti, proprietario di Butterfly helicopters) e Giacomo Guasone (imprenditore nel settore delle forniture ospedaliere e presidente regionale dell’Asfo, organizzazione di categoria che fa capo a Confcommercio). Ogni membro è espressione di ciascuna categoria di azionisti (individuali, frazionali riuniti in cooperativa e imprese). Lo statuto prevede che se ne possa aggiungere un quarto, “espressione della Fondazione Air Sicilia”. Che quindi mantiene un ruolo di forte indirizzo. Crispino ha dichiarato di voler partecipare alla fase di startup, per poi tornare a fare il nonno. A chi verrà affidata la Fondazione?