Cresce il popolo italiano delle partite Iva. Secondo l’osservatorio dedicato del ministero delle finanze, nel 2019 il numero delle nuove aperture è aumentato di sei punti percentuali e mezzo rispetto all’anno precedente. Le registrazioni sono state 545.725. La spinta arriva soprattutto dalle persone fisiche, accorse grazie all’estensione del regime forfettario. Tra loro, sono più gli uomini (249.006) che le donne (148.734). Per entrambi i sessi, la maggior parte dei nuovi arrivati ha meno di 35 anni. Il trend accomuna tutte le regioni, sebbene la crescita sia più accentuata in quelle del Nord. In Sicilia il numero delle partite Iva è in aumento del 4 per cento: nelle Camere di commercio locali ci sono state 41.317 registrazioni, 1607 in più rispetto al 2018.

La situazione siciliana

I dati regionali e provinciali segnalano, come detto, un aumento di partite Iva rispetto al 2018 anche in Sicilia. Tutte le province evidenziano un incremento, seppure con dei distinguo e con un’eccezione: Caltanissetta. Questa infatti è l’unica con un dato negativo, dell’1,4 per cento. La provincia che segna un progresso più sostanzioso è Enna: +14 per cento, il quinto più alto in Italia. Seguono Agrigento (+10 per cento), Messina (+9) e Ragusa (+7). Ritmo più cauto, ma comunque in accelerazione, per Catania (+3), Trapani (+1,8), Palermo (+1,2) e Siracusa (+0,5 per cento).

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Maggiori aumenti al Nord e nel commercio

La maggior parte delle nuove attività gestite con partita Iva è al Nord (circa il 44 per cento) e in particolare a Bolzano (+12), Lombardia (+11,5) e Piemonte (+11). A seguire, a differenza dei trend standard, non c’è il Centro che conta un aumento del 22 per cento, ma il Sud e le isole con quasi il 34 per cento di partite Iva in più rispetto al 2018. È tra queste che troviamo la provincia più in crescita in assoluto: Barletta-Andria-Trani, con più 34 per cento. Il commercio continua ad essere il settore con il maggior numero di aperture di partite Iva con quasi 20 punti percentuali sul totale, seguito dalle attività professionali (17) e dall’agricoltura (9,5). Rispetto al 2018 fanno un balzo in avanti nei numeri l’istruzione (+22), le attività professionali (+18) e le costruzioni (+12).

Il traino del nuovo forfettario

Guardando la distinzione giuridica delle varie tipologia di partite Iva in Italia, il 73 per cento, pari a 397.740, è stata aperta da persone fisiche. Oltre a essere la categoria di gran lunga più numerosa, è quella che cresce di più rispetto allo scorso anno (+10 per cento). Merito, spiega il Mef, delle “adesioni al regime forfetario, per il quale dal 2019 il limite dei ricavi è stato esteso a 65 mila euro”. Seguono poi le società di capitali (21 per cento. pari a 116.596) che però, insieme alle società di persone (19.577 pari a tre punti e mezzo) rallentano, rispettivamente del 5,6 e del 13 per cento in confronto al 2018. Il 2 per cento delle nuove partite Iva, ossia 10.164, è stato aperto da soggetti non residenti. Il numero è raddoppiato. Il motivo, spiega l’osservatorio è “determinato dalle attività legate al commercio elettronico”.