Bitcoin e recessione al tempo del coronavirus

Ecco perché il Bitcoin non si è comportato come bene rifugio durante la crisi innescata dalla pandemia per il coronavirus

Parliamo del bitcoin e di quello che sta succedendo alla sua volatilità in questo particolare momento di crisi mondiale causato dal coronavirus e lo facciamo con Gabriele Stampa, pioniere italiano nella costruzione e gestione degli impianti di mining per la produzione di bitcoin, esperto di fintech, socio Assocoin e membro del comitato scientifico di Scrypta Foundation.

In questi ultimi giorni la crisi economica mondiale indotta dalla pandemia del coronavirus non ha risparmiato niente e nessuno, Bitcoin compreso. Per i molti detrattori del comparto Cripto è stata una “manna dal cielo” poiché questa condizione ha reso estremamente semplice “sparare a zero” contro l’intero sistema delle criptovalute, alludendo nuovamente allo scoppio della bolla speculativa ed alla morte di Bitcoin stesso. Questa tesi è sostenuta soprattutto dal fatto che Bitcoin non si sia comportato esattamente come il bene rifugio che tutti pensavano che fosse, ovvero come l’oro. Ebbene, Bitcoin non è un bene rifugio, semplicemente perché non lo è mai stato. Bitcoin è un sistema di pagamento e scambio di valore, una tecnologia nata libera ed al servizio dell’umanità che permette di scambiare “qualcosa di simile al denaro”, in modo sicuro, tracciato ed indipendente da banche e governi oppure interessi privati. Queste sono le straordinarie caratteristiche negli ultimi anni hanno permesso a Bitcoin di diventare fortemente attrattivo e speculativo, tanto che è passato da poche centinaia di euro di valore che aveva nel 2016 ai circa 18.000 euro per singolo Bitcoin del 2018.

Personalmente lo considero come l’oro perché è un paradigma di tecnologia e libertà al servizio di tutti. Ma perché, dunque, non si è comportato da bene rifugio durante la crisi? In verità si è comportato esattamente allo stesso modo. Infatti e stando ai valori, l’oro ha perso circa il 14 per cento in un singolo giorno, mentre Bitcoin il 50 per cento. Attenzione alla proporzione perché tutto è in linea. Infatti, è da considerare che il mercato dell’oro è fortemente capitalizzato e scarsamente volatile, ciò significa che i movimenti del valore in rialzo o al ribasso sono sempre contenuti in pochi punti in percentuale e che sono progressivamente cresciuti nel tempo senza troppi sbalzi. Basta considerare che l’oro da marzo 2019 a febbraio 2020 è passato da circa 36 euro a 50 euro al grammo mentre Bitcoin, nello stesso periodo, è passato da 3.200 euro a 9.800 euro per singolo Bitcoin. Stando quindi alle proporzioni direi che siamo in linea. Tuttavia, Bitcoin è sempre stato molto, molto più volatile, rapido e quindi fortemente più speculativo rispetto all’oro, ma soprattutto meno ricco e molto meno capitalizzato. Per questo motivo se l’imbattibile oro perde il 13 per cento è come per Bitcoin perdere il 50 per cento, non c’è da sbalordirsi. La differenza di capitalizzazione tra il mercato dell’oro e dell’economia globale, stiamo parlando di milioni di miliardi di dollari, rispetto alla capitalizzazione del mercato di tutte le criptovalute e di Bitcoin è enorme.

Il mondo Bitcoin non era pronto ad affrontare una recessione del genere, non ne aveva le possibilità, non ne aveva la liquidità sufficiente, per questo motivo l’ampiezza del ribasso sembra più alta anche se poi in proporzione è molto simile. In sostanza sono stati tolti miliardi in analoghe quantità dai mercati dell’oro e da Bitcoin per iniettare liquidità altrove ed il piccolo mercato di Bitcoin è stato intaccato in modo molto più ampio, avendo un bacino molto più esiguo rispetto al più ampio mercato dell’oro. A mio avviso non è la fine del mondo, anzi si sta paventando l’opportunità per molti di poter accedere al mondo Cripto e Bitcoin a prezzi molto bassi e quindi convenienti in attesa che presto e con pochi Bitcoin si possa di nuovo acquistare un appartamento, un’auto o pagare la retta universitaria, cose che sono già accadute. La storia continua: nelle crisi ci sono sempre nascoste molte opportunità.