Come anticipato dalla ministra Nunzia Catalfo, una delle parti più corpose del decreto “Cura Italia” riguarda il lavoro e il sostegno all’occupazione. A questo capitolo sono destinati dieci dei circa 25 miliardi della “manovra di marzo”. Ecco per cosa serviranno.

Cassa integrazione ordinaria e in deroga

I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza coronavirus, possono richiedere l’accesso alla cassa integrazione ordinaria. La domanda va presentata con causale “emergenza COVID-19”, per periodi successivi al 23 febbraio 2020. La durata massima della misura è di nove settimane. La domanda, in ogni caso, “deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa”. E non potrà andare oltre agosto 2020. Il decreto prevede anche uno snellimento delle procedure, che non comporta le stesse verifiche di solito riservate alle imprese che richiedono la cassa integrazione. Possono fare ricorso all’assegno ordinario anche i dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale che occupano mediamente più di cinque dipendenti. Le aziende in cassa integrazione straordinaria possono sospendere il trattamento per accedere a quello ordinario. Il decreto stanzia poco meno di 3,3 miliardi per ampliare la cassa integrazione in deroga, in modo da coprire le aziende colpite dall’epidemia indipendentemente dalle dimensioni (anche se hanno un solo dipendente).

Malattia e quarantena

Il periodo di quarantena è equiparato a malattia. Il trattamento economico è quindi quello “previsto dalla normativa di riferimento”. Ma i giorni passati a casa non sono computabili “ai fini del periodo di comporto”. Cioè, non vengono detratte dalle ferie. Discorso diverso è per le imprese che restano attive e per i dipendenti che continua a lavorare da casa, per i quali sono incentivati smart working e smaltimento delle ferie in modo tale da limitare la concentrazione di personale sul luogo di lavoro.

Licenziamenti e disoccupazione

A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, “ è precluso per 60 giorni” l’avvio delle procedure di licenziamento. E per la stessa durata sospese anche quelle pendenti avviate dopo il 23 febbraio. Di fatto, non è possibile licenziare nessuno per due mesi.

Il termine per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola è prorogato al primo giugno 2020, ma “solo per le domande non già presentate in competenza 2019”. Per agevolare la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, per tutto l’anno i termini di decadenza sono ampliati da 68 a 128 giorni.

Autonomi e stagionali

Per il mese di marzo, verrà erogata un’indennità di 600 euro ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Il governo ha preferito puntare su un solo mese, lasciando per i prossimi la possibilità di intervenire (come già promesso da ministro dell’Economia Roberto Gualtieri) ad aprile. In una prima bozza, infatti, il decreto prevedeva un’indennità fino a 1500 euro per un intero trimestre. La cifra, in ogni caso, non concorre alla formazione del reddito. Viene versata anche ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali; agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività; ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo che abbiano almeno trenta contributi giornalieri versati nel 2019 e con un reddito inferiore ai 50 mila euro, e non titolari di pensione. Le indennità non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.

Si amplia il Fondo solidarietà mutui “prima casa”: per un periodo di nove mesi, possono accedervi anche autonomi e liberi professionisti che autocertifichino, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, un calo del proprio fatturato superiore al 33 per cento rispetto all’ultimo trimestre 2019 come conseguenza delle restrizioni imposte per arginare l’epidemia. Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’Isee.

Sicurezza sul lavoro, Inps, Inail

Allo scopo di sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese, entro aprile l’Inail trasferirà a Invitalia 50 milioni di euro da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale. Il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps e dall’Inail è sospeso. Sospesi anche i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.

Un premio di cento euro

Chi, nel 2019, ha percepito un reddito da lavoro dipendente inferiore a 40 mila euro, riceverà per il mese di marzo un premio da cento euro, anche se “da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese”. Qualche decina di euro insomma, che comunque “non concorre alla formazione del reddito”.