Il decreto pubblicato il 17 marzo introduce una serie di misure speciali a sostegno dei datori di lavoro e dei lavoratori. L’Inps ha spiegato nel dettaglio le procedure e il funzionamento delle richieste riguardanti la Cassa integrazione ordinaria.

Tempi e scadenze

L’assegno ordinario è concesso anche ai datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di cinque dipendenti. Le domande di accesso al trattamento di Cassa integrazione ordinaria devono essere inviate telematicamente entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Quindi, a oggi e salvo ulteriori proroghe, fino ad agosto. Anche perché lo spazio dei quattro mesi è “sospeso” fino alla circolare Insp. In sostanza, i quattro mesi iniziano a scorrere dal 23 marzo, anche nel caso in cui l’attività sia stata già bloccata dal 23 febbraio in poi. Se invece l’attività viene bloccata da adesso in avanti, la decorrenza del termine di presentazione della domanda seguirà le regole ordinarie e, pertanto, è individuata nella “data di inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa”.

Come presentare la domanda

Le domande per accedere alla Cassa integrazione ordinaria sono disponibili nel portale Inps, nei Servizi online accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “Cig e Fondi di solidarietà”. La domanda è disponibile anche nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”. Al momento dell’inserimento della causale, sarà possibile scegliere quella denominata “COVID-19 nazionale”. Questa scelta consentirà alle imprese di non allegare altri documenti, fatta eccezione per l’elenco dei lavoratori beneficiari.

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Tutte le misure del decreto

Le domande di assegno ordinario possono essere presentate per una durata massima di nove settimane, comprese nel periodo che va dal 23 febbraio al 31 agosto 2020. Il perdio nel quale si beneficia dell’ammortizzatore “non sarà inserito nel computo del biennio mobile né del quinquennio mobile”. Non è neppure “conteggiato ai fini del calcolo del limite di 1/3 delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile”. Per i lavoratori interessati “non viene valutata l’anzianità lavorativa”. Basta risultare “in forza presso l’azienda richiedente al 23 febbraio”. Non deve essere compilata la relazione tecnica, né allegata la scheda causale né altre dichiarazioni.

Azienda già in Cig: cosa succede

I datori di lavoro che hanno già in corso un’autorizzazione di Cassa integrazione ordinaria o hanno già presentato domanda con altra causale e sono in attesa di autorizzazione possono, qualora ne abbiano i requisiti, ripresentare la domanda con causale “COVID-19 nazionale”. La possibilità riguarda anche i periodi già autorizzati o quelli oggetto di domande già presentate. In caso di concessione, l’Istituto provvederà ad annullare d’ufficio le precedenti autorizzazioni o le precedenti domande relativamente ai periodi sovrapposti.