In questi giorni di emergenza sanitaria, moltissimi operatori sanitari sono costretti a trasferirsi per far fronte alle necessità ospedaliere. Per alleggerire il loro carico, sono nate diverse iniziative promosse dalle società leader nel settore dei viaggi e degli affitti a breve termine.

L’iniziativa di Airbnb

Airbnb ha deciso di dare vita ad “Airbnb per medici e infermieri”. Avviato il 18 marzo, il progetto coinvolge OspitaMi. L’associazione opera per semplificare le procedure legali e burocratiche digitali di chi esercita locazione turistica. Normalmente lavora sul territorio lombardo, ma adesso sta offrendo il proprio supporto a tutti gli host d’Italia. Tanto i singoli operatori sanitari quanto le aziende ospedaliere potranno inviare la propria richiesta online dal sito airbnb.it/medicieinfermieri. Allo stesso indirizzo possono collegarsi i proprietari di alloggi su Airbnb per metterli a disposizione. L’iniziativa fa dialogare gli host che offrono le loro proprietà e il personale sanitario che ne ha bisogno. Tutto questo gratuitamente.

Come funziona e chi paga

Medici e infermieri possono scegliere l’appartamento più adatto alle loro esigenze e alloggiarvi gratis fino a due mesi. A farsi carico delle spese correnti dell’host è Airbnb: “Gli host selezionati per il progetto riceveranno un contributo di circa 300 euro mensili (OspitaMi darà le indicazioni utili per accedervi). A carico dell’host – specificano dall’azienda – vi sono solo le pulizie finali, che stando alle indicazioni date dal ministero della Salute richiedono disinfettanti a base di alcool o cloro”. “La prima associazione ad aver aderito all’iniziativa lanciata da Airbnb è stata Property Manager Italia, che ha messo subito a disposizione quaranta appartamenti e ha attivato la sua rete di trentamila alloggi”, ha spiegato Aigo, società di consulenza specializzata in marketing nell’ambito di turismo, trasporti e ospitalità. “In poco più di 24 ore, erano già disponibili oltre mille appartamenti”, sottolinea Airbnb. “Al momento in Sicilia se ne contano più di cento, per la maggior parte a Palermo e Siracusa”.

Le sei società di #StateACasaNostra

Non solo Airbnb. Altre sei aziende nel settore degli affitti a breve termine hanno deciso di offrire gratuitamente gli alloggi gestiti ai medici e agli infermieri impegnati nella lotta al coronavirus. Sono Altido, CleanBnB, Halldis, Italianway, Sweetguest e Wonderful Italy. Hanno dato vita al progetto #StateACasaNostra. Il nome è ispirato allo slogan lanciato dalle istituzioni per chiedere ai cittadini di non uscire, ma riadattato all’identità dei gestori di affitti. L’iniziativa non è a favore solo di chi ha dovuto cambiare città, ma anche di operatori sanitari che per la sicurezza della loro famiglia preferiscono vivere momentaneamente da soli. “Le società coinvolte – spiega Vincenzo Cella, amministratore delegato di Halldis – hanno stipulato un accordo e mettono a disposizione di medici e infermieri direttamente coinvolti nell’attività ospedaliera di cura del coronavirus gli appartamenti”. Tra le città coinvolte ci sono Milano, Padova, Venezia, Bologna, Torino, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Bari. In Sicilia Palermo, Siracusa, Catania e Cefalù”.

Come avere un alloggio

“Le adesioni dei proprietari sono in crescita e oggi la disponibilità è di circa trenta appartamenti”, afferma Cella. “Nelle città siciliane, come nelle altre località, abbiamo iniziato a raccogliere le prime richieste da parte degli operatori sanitari e altri contatti sono in corso”. A proposito di contatti: le aziende sanitarie o direttamente i medici e gli infermieri possono contattare le società utilizzando l’indirizzo mail stateacasanostra@gmail.com e riceveranno le proposte di disponibilità di immobili tra le quali potranno scegliere la soluzione più idonea alle proprie esigenze.

Disponibilità almeno fino al 10 aprile

Come per AirBnB, anche nel caso di #StateACasaNostra, conferma l’amministratore delegato di Halldis, “il costo della locazione degli immobili sarà totalmente assorbito dalle società promotrici, che chiederanno agli ospiti solo il contributo per la pulizia e la sanificazione finale (circa 100 euro)”. L’ospitalità gratuita è garantita fino al 10 aprile, cioè una settimana in più rispetto al primo termine dello stato di emergenza. Anche se non c’è ancora l’ufficialità, è quasi certo che il 3 aprile sarà solo una data di passaggio e non quella della “liberazione”. In questo caso, specifica Cella, “saranno valutate proroghe in alcune città o per casi specifici in funzione della situazione”.

Non solo turismo

Al di là dell’emergenza del momento, Vincenzo Cella evidenzia che il settore degli affitti a breve termine non è solo turismo: “I lavoratori sono da sempre una categoria molto ampia. In città come Milano o Roma, circa la metà degli ospiti viaggia per ragioni di lavoro”. Questo, però, non è un semplice viaggio di lavoro: “Immaginiamo lo stress fisico e psicologico a cui sono soggetti medici e infermieri in trasferta per questa emergenza. Con questa iniziativa cerchiamo di alleviare questo disagio”.