“In queste settimane di reclusione forzata mi sono chiesto come potessi contribuire. Non sono un medico. Svengo se vedo qualcuno che sta male. L’unica cosa che mi riesce mediamente bene è sviluppare progetti per il web”. Dopo aver scritto questo messaggio su Facebook il 18 marzo, Walter Porto, programmatore catanese, ha scelto come fare: ha deciso di regalare un e-commerce a chi ne ha bisogno in questo momento. Cioè soprattutto (ma non solo) le piccole attività. Obbligate a chiudere o rimaste senza clienti, potrebbero continuare a vendere online. Peccato che molti negozi un e-commerce non ce l’hanno. Ed è qui che arriva il progetto di Porto, “Iniziativa negozi online”. Un sito base, simile per tutti ma personalizzabile, semplificato nelle funzioni e disponibile subito, per rispondere all’emergenza. Gratis.

Vendere online per tamponare l’emergenza

Porto con l’e-commerce ci lavora da quando, qualche anno, una casa editrice di fumetti ne aveva bisogno. Si è appoggiato a Drupal (uno dei Cms open source, tra i più usati) e ha creato una piattaforma, che da allora rivende ai suoi clienti. È quindi un prodotto con cui Porto lavora e guadagna. Il coronavirus ha cambiato prospettiva: “La mia attività, fatta da remoto, non sta risentendo del blocco”, racconta. “Ma è bastato parlare con alcuni amici per capire che per i commercianti la situazione è tragica. I negozi chiudono e non sanno cosa fare”. Il programmatore ha allora acquistato un piccolo server, spendendo qualche centinaio di euro, aggiungendolo alla lista di quelli che già utilizza, e creato il dominio.

Una piattaforma pronto all’uso

La base è la piattaforma e-commerce che Porto vende. “L’ho solo snellita”. Ci sono alcune limitazioni: si possono vendere cinquanta prodotti, non c’è la possibilità di operare su singoli verticali (come servizi per specifici sulle esportazioni o invio mail a gruppi di clienti), la grafica è standard. Ci sono però tutte le cose che un e-commerce deve avere per funzionare: si sceglie la propria “veste” online, si riempie il sito con i propri testi, si carica il prodotto, si gestiscono gli ordini e i pagamenti, si ha un piccolo magazzino. “In mezz’ora è attivo”. È chiaro che un’azienda più grande ha esigenze di livello superiore. Ma è anche vero che un’azienda più grande un’e-commerce ce l’ha già o ha capacità di spesa maggiori. “La faccio per i piccoli”, dice Porto.

Walter Porto

Un sito temporaneo, senza trappole

Quando ci sono iniziative come queste, è lecito chiedersi: ma che ci guadagna? Risposta: nulla. Porto non vedrà un euro, non raccoglierà dati (salvo quelli necessari per la registrazione del sito), non tratterrà una percentuale sui pagamenti o sulle vendite. Certo, “non è un servizio che durerà per sempre”, dice il programmatore catanese. L’idea è quella di prolungarlo fino al 30 settembre, “sperando sia sufficiente”. Ma non è una data obbligata. Di sicuro però, afferma Porto, Iniziativa negozi online “non è un servizio in abbonamento” e, a scadenza, “non ci sarà nessun rinnovo automatico”. Al termine del percorso, quindi, non scatterà alcun pagamento. Allo stesso tempo, il server non sarà staccato di punto in bianco. Porto avviserà o assisterà i commercianti nel periodo di transizione verso un e-commerce stabile. Certo, a quel punto i piccoli negozi potrebbero rivolgersi a lui. Si vedrà. Quello che conta è che non ci sono trappole.

Leggi ancheCoronavirus, Conte chiude tutto “tranne i servizi essenziali”

Appello agli esperti di settore

Iniziativa negozi online ha anche una pagina Facebook, sui cui Porto punta molto. “Se prende piede, la mia idea è centralizzare il servizio”. Seguire gratuitamente ogni commerciante non sarebbe possibile. Ecco allora che la bacheca diventa il posto dove tutti possono avere istruzioni sulla gestione, dare e ricevere consigli, guardare dirette-tutorial. Già qualche collega ha chiesto a Porto: “Chi te lo fa fare?”. Ma lui spera già di coinvolgere altri professionisti che, sempre gratis, si occupino di marketing, pubblicità, copywriting. “Potrebbero rispondere ad alcune domande, senza troppo impegno. È un modo per dare il proprio contributo”. A giudicare dalla risposta delle prime ore, Iniziativa negozi online sta attirando interesse dei commercianti in difficoltà. “Mi basterebbe aiutare anche solo una persona”.