Il prossimo decreto allo studio del governo non sarà “meno significativo” del Cura Italia. Ad assicurarlo è lo stesso presidente del Consiglio, intervenendo in parlamento dopo il pressing del centrodestra per una maggiore condivisione nella definizione delle misure per contrastare l’emergenza sanitaria ed economica legata al Covid-19. “Abbiamo fatto solo un primo passo”, spiega Giuseppe Conte, “un passo di carattere emergenziale. Ci rendiamo conto che l’intervento fin qui fatto, non trascurabile, non è sufficiente. Per questo motivo, in queste ore, stiamo lavorando per incrementare la liquidità, stiamo lavorando sul credito” che ha bisogno il Paese. L’idea è quella di mobilitare circa 350 miliardi di euro.

Un aiuto al credito

Per questo, con il nuovo provvedimento, il governo vuole intervenire “con uno strumento normativo altrettanto significativo” rispetto al decreto del 22 marzo. “Non posso dare delle cifre”, ribadisce Conte, ma “interverremo con uno strumento di non minore importo” rispetto ai 25 miliardi già stanziati. Il governo sta valutando tutte le iniziative per assicurare a famiglie, imprese e lavoratori la liquidità necessaria per affrontare questi momenti d’incertezza”. Conte ha anche sottolineato la necessità di semplificare la pubblica amministrazione e superare la rigidità strutturale presente in alcuni settori fondamentali del Paese, come quello edilizio.

Fondamentale poi garantire che il sistema Paese sia sempre più preparato a sostenere situazioni d’emergenza, ribadisce alla Camera. “Tuteleremo gli interessi strategici. I più preziosi asset del Paese vanno protetti con ogni mezzo”, il governo lo farà “attraverso il provvedimento che stiamo predisponendo per aprile”.