Ragusa, patria italiana dei 600 euro: il 14 per cento dei nati nella provincia fra i 15 e i 70 anni percepisce il bonus voluto dal governo all’interno del decreto Cura Italia. E la Sicilia si distingue come una delle regioni dove è più alto il tasso di take-up, ovvero dei potenzialmente beneficiari che hanno poi effettivamente usufruito del bonus, superando il 70 per cento. Sono i dati che emergono dalla prima indagine condotta da Inps, l’Istituto nazionale di previdenza: i beneficiari sono oltre tre milioni e 270 mila su quattro milioni e 200 mila domande pervenute, per un totale di quasi due miliardi di euro erogati fino al 23 aprile.

Tanta agricoltura, poco turismo

In questo scenario, la Sicilia è la terza regione per numero di sussidi erogati: sono 275 mila, per un importo totale di 165 milioni di euro. Prima ci sono solo Lombardia (273 mila bonus erogati per un totale di 473 milioni), e Puglia, che raggiunge quota 284 mila beneficiari, per un totale di 170 milioni di euro. Le tre regioni insieme, come sottolineato da Inps, rappresentano un terzo delle domande di tutta Italia. Ma ci sono delle differenze sostanziali. Al centro-nord si concentrano i casi di adesioni da parte di partite Iva, co.co.co e altri autonomi, mentre al sud sono gli operai del settore agricolo ad usufruire maggiormente del bonus. Un dato che spiega il primato della Puglia, regione a forte vocazione agricola, ma anche della provincia di Ragusa: gli stagionali beneficiari del sussidio raggiungono il 3 per cento della popolazione in età da lavoro nell’isola. Nel settore poi i 600 euro, ricorda Inps, “rappresentano circa i due terzi della paga media netta mensile”, mentre sono appena un terzo del compenso netto mensile medio di un lavoratore autonomo. Pochi, rispetto a quelli di province a fortissima vocazione turistica come Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta e Sardegna, sono i lavoratori stagionali del turismo, appena lo 0,3 per cento dei siciliani tra i 15 e i 70 anni. Il dato, nonostante la crisi del settore, per Inps si spiega con la caratterizzazione soprattutto estiva del turismo in Sicilia.

Sicilia ultima per numero di bonus alle donne

I dati, frutto di una doppia elaborazione che incrocia i luoghi di nascita ricavati dai codici fiscali dei beneficiari con le effettive erogazioni provinciali, sono stati normalizzati per ottenere la distribuzione all’interno della popolazione attiva tra i 15 e i 70 anni. Si scopre così che la Sicilia è la regione dove c’è la più bassa percentuale di percettori di bonus di sesso femminile (appena il 27,5 per cento su una media nazionale del 34,3). Ma il dato assume ben altro significato quando si considera la percentuale media dei take-up, ovvero di quante delle donne potenzialmente aventi diritto hanno effettivamente potuto accedere al bonus. Un dato compreso in una forbice tra il 71 e il 79 per cento, e migliore di quello degli uomini.

Stranieri sotto la media. Ma il take-up è ottimo

La Sicilia è anche sotto la media per la percentuale di stranieri che usufruiscono del bonus, (l’11,2 per cento del totale) contro una media italiana superiore al 12. Anche in questo caso, però, la regione spicca per percentuale di adesioni sulla platea potenziale: una forbice compresa tra il 76 e il 91 per cento per i nati all’estero. I dati sul take-up non comprendono i lavoratori dello spettacolo, che in Sicilia sono inferiori allo 0,04 per cento della popolazione attiva. Troppo complesso per Inps “identificarli con precisione nelle banche dati utilizzate”, ovvero le rilevazioni sulle forze lavoro Istat, gli iscritti alla gestione separata Inps e le comunicazioni obbligatorie all’Anpal.