Voti in aula alla maggioranza di governo, non ultimi sulla legge di Stabilità approvata lo scorso 4 maggio. Ma anche questioni private e ammonimenti “dal Movimento nazionale “. Queste le motivazioni con cui il gruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana ufficializza la fuoriuscita dei deputati Matteo Mangiacavallo, Elena Pagana, Valentina Palmeri e di Angela Foti, che è anche vicepresidente dell’assemblea da quando l’ex capogruppo Giancarlo Cancelleri si è dimesso per assumere l’incarico di viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti. La compagine pentastellata, la più rappresentativa all’Ars, si riduce a quindici membri. Per i quattro deputati, la cui fuoriuscita era prevista da giorni dopo la pubblicazione sulle rispettive pagine Facebook di una lettera di critiche alla gestione politica del Movimento, si prospetta la costituzione di un nuovo gruppo, che potrebbe cambiare gli equilibri nelle votazioni d’aula. Gruppo del quale potrebbe far parte anche l’ex deputato Sergio Tancredi espulso lo scorso aprile.

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“Votazioni in dissenso dal gruppo”

In una lettera, firmata dai quindici componenti superstiti, il gruppo parlamentare cerca quindi di chiarire la posizione in merito ai deputati. “Prediamo atto, che per i portavoce Foti, Mangiacavallo, Pagana e Palmeri  è venuto meno, per usare parole loro, il desiderio di  far parte del gruppo 5 stelle. Bene, anzi male, anche se, per la verità, i segnali in questo senso si protraggono ormai da tantissimo tempo, persino nelle votazioni in aula, quando,  frequentemente, i cinque (ai quattro di sopra va aggiunto Tancredi) si sono espressi in dissenso col gruppo, astenendosi o addirittura  votando assieme a quel governo Musumeci, con cui il M5S non ha nulla a che spartire”, spiegano i deputati nella lettera. Secondo i quindici “non si trattava, si badi bene, di votazioni confezionate su dei ‘no’ a prescindere, come i  5 deputati vogliono far credere, visto che abbiamo sempre deciso nel merito delle norme, votando ‘sì’, e non di rado, in questa e nella passata legislatura, a norme governative, quando queste andavano in direzione del bene dei siciliani. Nella vita, si può cambiare idea e, chi vuole, anche partito. Ma si deve avere l’onestà intellettuale di riconoscerlo, senza appigliarsi a scuse o, addirittura, cercare di rigirare la frittata, accusando noi di ‘goffi tentativi di imitazione dei partiti che prima ci proponevamo di smantellare’. 

“Foti una comoda stampella per Musumeci”

La lettera prosegue stigmatizzando il comportamento di Angela Foti che, scrivono i deputati, “nei giorni scorsi arrivava a scrivere a Musumeci in un post che in Parlamento i voti li avrebbe trovati, prospettando al presidente della Regione una comoda e solida stampella cui appoggiarsi nei momenti tribolati a sala d’Ercole”. Per Tancredi, espulso da un mese, i quindici non nascondono “che ha avuto delle difficoltà”, e rivendicano “aiuto e grande senso di amicizia e solidarietà e che lui ha ignorato totalmente i continui cartellini gialli che gli arrivavano dal Movimento nazionale per le mancate restituzioni. Non c’è stato da parte sua il minimo segnale di collaborazione. Se avesse solo manifestato la volontà di regolarizzare la sua posizione con un atto tangibile, che gli avevamo reiteratamente chiesto, non si sarebbe arrivati all’espulsione”.