Inseriti, poi spariti, e infine ritornati nel testo pubblicato in Gazzetta ufficiale del nuovo decreto Rilancio. Sono gli sgravi d’imposta al 50 per cento per chi investe in Startup. Nei giorni scorsi sono stati uno dei motivi di malcontento per un sistema delle nuove imprese innovative che lavora spesso in pareggio o in perdita, dipendendo di fatto dai finanziamenti in attesa di sviluppare il proprio prodotto. La detrazione sarà, come già previsto dalle bozze del decreto, limitata ai privati e per somme fino a 100 mila euro, esattamente come nella precedente normativa che limitava però i benefici al 30 per cento.

“Bene, ma è un periodo di stallo degli investimenti”

Si tratta di una opportunità in più per dare respiro a un insieme di imprese non ancora inseritesi sul mercato, ma che per Alessandro Arnetta, partner di Digital Magics Palermo intervistato da FocuSicilia non faranno la differenza in un periodo di difficoltà. Nel periodo dell’emergenza Covid-19 infatti si sta assistendo a “un blocco dei capitali destinati alle startup, sia da partner industriali che di investitori nell’ambito dell’innovazione, i cosiddetti angel”, ha spiegato Arnetta. Un momento d’incertezza nel quale “quasi nessuno può permettersi di investire fuori dal proprio core business”. “Bene” quindi portare dal 30 al 50 gli sgravi, ma il provvedimento non basta “in una situazione di stallo”.

Le altre misure: 4 milioni ai videogame, 10 per i servizi

Invariate le principali misure già previste dal provvedimento: 10 milioni andranno a supportare, a fondo perduto, l’acquisto di servizi all’interno di “incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative”. Quattro milioni andranno invece a finanziare l’sitituzione di un “First Playable Fund”. Sono destinati a “sostenere le fasi di concezione e preproduzione dei videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi”, con contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili per importi compresi tra da 10 mila e 200 mila euro per singolo prototipo. Resta confermato anche l’innalzamento degli investimenti esteri, che passano da 250 a 500 mila euro per le Startup innovative.

Cento milioni per “Smart & Start”. 500 ad Enea

Il provvedimento presente nel dl Rilancio che, secondo l’esperto, avrà più impatto è invece un ulteriore fondo da 100 milioni da destinare a Invitalia, in particolare per il programma di finanziamento “Smart & Start Italia”, che potrà essere esteso di un altro anno per le aziende appena uscite dalla fase di Startup, e alle quali sarà consentita una proroga per restare nell’apposito registro. Per Arnetta si tratta “di uno strumento già efficace e largamente utilizzato, che porta solitamente al finanziamento entro 60 giorni da parte di Invitalia”. Resta infine il fondo per il trasferimento tecnologico da mezzo miliardo, affidato ad Enea. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, che istituirà una fondazione destinata allo scopo, avrà il compito di “valorizzazione l’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle startup innovative”.