I decreti prevedono la riapertura dei teatri a partire dal 15 giugno. Ma il Teatro Greco di Siracusa, con la sua platea capace di accogliere circa 10 mila spettatori, non ripartirà subito. Farlo seguendo il vecchio calendario avrebbe pregiudicato l’equilibrio finanziario: spese in aumento, meno posti a sedere quindi meno incassi. Ma restare chiusi non è un’opzione: è la stagione teatrale dell’adattamento.

Obiettivo equilibrio finanziario

Il teatro avrebbe dovuto fare da sfondo alla 56esima stagione organizzata dall’Istituto del dramma antico (Inda), che prevedeva 55 repliche degli spettacoli Baccanti, Ifigenia in Tauride e Le Nuvole da maggio a luglio. “Le norme di legge per contenere l’emergenza Covid-19 impongono un numero limitato di spettatori. Quest’anno dunque non sarebbe stato possibile averne 162 mila per 55 repliche di tre rappresentazioni, come nella passata stagione”, afferma Marina Valensise, consigliere delegato della fondazione Inda. Di fronte alle limitazioni, bisogna fare i conti con il calo degli introiti: “Abbiamo deciso di rimodulare la stagione 2020 per rispettare i vincoli di bilancio e l’imperativo dell’equilibrio finanziario. Infatti, grazie a una gestione da sempre severa, i bilanci della Fondazione Inda sono tuttora in equilibrio” sostiene Valensise.

La nuove stagione Inda

Rimodulare la stagione 2020 significa “mantenere viva la fiaccola del Teatro Greco e offrire alla città una stagione speciale”. Per farlo è stata organizzata la rassegna “Inda 2020 Per voci sole”, dal 10 luglio al 30 agosto. “Mira a richiamare a Siracusa artisti di indiscusso prestigio, pronti a cimentarsi con la tradizione classica davanti a una platea planetaria, raggiungibile grazie alla tecnologia”, spiega il consigliere delegato. Il programma infatti prevede la partecipazione del premio Oscar Nicola Piovani con il dramma musicale “L’isola della luce”, in collaborazione con il teatro Bellini di Catania e la fondazione Nobis e con la presenza di Tosca e Massimo Popolizio. A concludere la stagione così inaugurata sarà un’opera dell’artista Mircea Cantor (Prix Duchamp 2011) con gli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico. Tra i due grandi eventi di apertura e chiusura vi saranno monologhi di attori italiani con accompagnamento musicale.

Presenze ridotte e streaming

I suddetti spettacoli saranno trasmessi in diretta streaming e restereanno disponibili sul sito web della Fondazione Inda, ma un numero limitato di 480 spettatori avrà la possibilità di assistervi dal vivo, con prezzi tra i 25 e i 45 euro. Per sostenere la fondazione si può anche divenire Mecenate 2020 e donare mille euro, ottenendo la possibilità di sedere in platea.

Sostegno economico statale

Il sostegno economico è fondamentale non solo da parte dei privati amanti dell’arte: “Dallo Stato – afferma Valensise – riceveremo la cassa integrazione per i nostri lavoratori e dei contributi alla Fondazione destinati agli artisti impegnati negli spettacoli della 56esima stagione riprogrammati per il 2021”. Il supporto finanziario si è tradotto anche in un accordo sul pagamento dell’affitto del teatro: secondo un accordo siglato tre mesi fa, poco prima dell’epidemia, l’Inda avrebbe dovuto pagare al Parco di Siracusa 50 mila euro per il primo anno, 75 mila euro per il secondo e 150 mila euro dal 2022 e per gli anni successivi. Quest’anno però è stata concessa un’esenzione: “La convenzione col Parco archeologico di Siracusa è tuttora in vigore, ma le ultime disposizioni di legge dettate dall’emergenza prevedono per quest’anno l’esonero dal pagamento del canone”.