“L’ennesimo attacco ingiustificato e privo di rispondenza ai fatti reali”. Anas definisce così le dichiarazioni del governo regionale che annuncia querela nei confronti dell’Azienda nazionale autonoma delle strade. L’azienda difende se stessa e i suoi dipendenti, snocciola numeri e attacca a sua volta parlando di “atteggiamento bifronte della Regione sull’operatività di Anas” “che ha più volte chiesto il supporto di Anas per interventi urgenti su strade non statali”.

Lavori di manutenzione

“La produzione complessiva per lavori di manutenzione programmata è stata di circa 65 milioni nel 2017, 85 milioni nel il 2018 e altrettanto nel 2019, triplicando la produzione media degli anni 2014-2016. Complessivamente sono stati conclusi 134 cantieri per 264 milioni di investimento e sono stati avviati 193 nuovi cantieri, per un investimento di 358 milioni”. Anas cita i principali cantieri ultimati: i viadotti Morello, Cozzo Rocca, Mulini, sull’A19, la galleria Segesta sull’A29, i lavori di ripristino degli impianti di illuminazione, ventilazione e di sicurezza sull’autostrada Catania-Siracusa, il viadotto Petrulla sulla SS626 dir, i viadotti Belice e Verdura sulla SS115, il consolidamento del ponte Cinque Archi sulla SS121, il risanamento del viadotto Morello sulla SS122.

La maggior parte dei cantieri in corso è sulla A19

Anas spiega che “oltre la metà degli interventi attualmente in corso” sono sulla Catania-Palermo “per la quale è in corso, come noto, un piano di investimenti da oltre 850 milioni di euro”. Si prevede il risanamento strutturale di viadotti e gallerie, il rifacimento del piano viabile, l’installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, la riqualificazione e implementazione degli impianti tecnologici e di illuminazione con tecnologia a Led. Dei soldi stanziati se ne stanno spendendo “circa 130 milioni di euro” per cui “attualmente, sono attivi 11 cantieri con 154 operai a lavoro”. Per i lavori già eseguiti “è stata realizzata una quota di investimento corrispondente a circa 208 milioni di euro”. Si ricordano poi i due cantieri sulle strade statali 640 e 121 che hanno “rispettivamente un avanzamento dell’86 per cento e del 65 per cento”. Cantieri “travolti dalla crisi d’impresa della CMC di Ravenna che ha interrotto l’operatività nel dicembre 2018”. “Nonostante il gravissimo stato di crisi dell’Impresa, oltre 90 milioni di euro di lavori sono stati in gran parte corrisposti direttamente alle imprese del territorio. La conclusione di entrambi gli interventi è prevista nel 2022”.

Viadotto Himera

È soprattutto sulla questione del viadotto Himera, crollato circa cinque anni fa, che Ansa attacca la Regione rimpallando la responsabilità. La Regione sarebbe colpevole di non avere monitorato perché non si arrivasse al crollo “e per il quale Anas si riserva di adire le vie legali nei confronti della stessa”. I lavori di ripristino stanno costando 11 milioni di euro e “sono in dirittura d’arrivo con ultimazione prevista in estate”. La consegna avverrà in ritardo ma Anas declina ogni responsabilità per questo e, come motivo di rallentamento, cita l’alluvione del 2018, la richiesta di concordato preventivo da parte di un’impresa subaffidataria e l’emergenza Covid-19. Per l’a società, inoltre, non è pssbile nessun paragone con la realizzazione del ponte Morandi di Genova. “Quest’ultimo ha potuto beneficiare di procedure commissariali in deroga alle procedure ordinarie, oltre che di un costo al metro quadrato pari a 2,5 volte quello sostenuto per la realizzazione del ponte Imera”.

La controreplica dell’assessore Falcone

Non piace per nulla, all’assessore alle infrastrutture Marco Falcone, la replica di Anas e decide il contrattacco. La definisce “banale e patetica” rifugiandosi “in una sfilza di numeri e di ‘impegni’ già sentita in numerosissime altre occasioni”. Annuncia quindi che il governo Musumeci “va avanti nella sua iniziativa a difesa della dignità e delle legittime aspettative dei siciliani. Ci vediamo in tribunale”.

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