Ci sono voluti due e anni e mezzo e una pandemia per sbloccare l’esonero contributivo che spetta a chi assuma lavoratori beneficiari di assegno di ricollocazione. La misura, prevista da una legge del dicembre 2017, è diventata operativa con la circolare Inps numero 77. L’istituto fornisce le indicazioni che i datori di lavoro dovranno seguire per usufruire di uno sgravio pari al 50 per cento dell’ammontare dei contributi.

Come funziona

L’incentivo è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati che assumano, sia a tempo determinato che indeterminato, lavoratori che percepiscono assegno di ricollocazione. La tipologia di contratto non cambia l’ammontare della riduzione ma varia la sua durata. Se l’assunzione è a tempo determinato, lo sgravio può essere sfruttato fino a 12 mesi. Se invece è a tempo indeterminato può arrivare a 18 mesi (apprendistato compreso). Il taglio dei contributi non spetta invece a pubbliche amministrazioni, lavoro domestico, intermittente e occasionale. 

Come fare domanda

Per fruire dell’agevolazione, il datore di lavoro deve inviare all’Inps, tramite procedura online, il modulo di istanza “Badr” predisposto sul sito internet dell’istituto, nella sezione “Portale delle Agevolazioni”. L’Inps, ricevuta la domanda, effettua verifiche e (se positive) autorizza la fruizione dello sgravio per il periodo spettante. Il datore di lavoro ne usufruirà mediante conguaglio o compensazione nelle denunce contributive mensili (Uniemens o Dmag).

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