Scende di oltre il 38 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2019, il fabbisogno delle aziende italiane. Si riducono anche le imprese che programmano assunzioni: sono il 10 per cento, contro il 16 di un anno fa. Secondo le analisi nel Bollettino del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, si prevedono poco meno di 263 mila assunzioni a luglio. In Sicilia sono 15 mila 400. Per la maggior parte si tratta di contratti a tempo.

Lavoratori specializzati difficili da trovare

La specializzazione nelle professioni è sempre più richiesta dalle aziende, soprattutto nelle attività commerciali e dei servizi, le più ricercate. Accanto alla ricerca di personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34 mila) quello che le aziende cercano di più sono addetti nel campo della ristorazione, circa 57 mila dipendenti, e addetti alle vendite (più di 20 mila). Si cercano inoltre operai specializzati (circa 36 mila) e delle professioni tecniche (circa 27 mila). Un’alta specializzazione che, però, non è facile reperire. È difficile nel 37 per cento dei casi delle ricerche per operai e artigiani nel settore delle costruzioni, fonditori e saldatori, meccanici e montatori. Ancora di più (40 per cento) mancano in riferimento ai tecnici, in particolare informatici, della sanità, dei rapporti con i mercati. Una difficoltà che secondo l’analisi ha “radici nel mancato collegamento tra sistema formativo e imprese oltre che nelle carenze dell’orientamento e dei servizi per il lavoro”.

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Contratti a tempo determinato

A fronte di un’alta specializzazione non corrisponde una garanzia di contratto a lungo termine. Quelli proposti dalle imprese a luglio sono infatti per lo più a tempo determinato. Questa tipologia contrattuale è impiegata nel 60 per cento dei casi ed è in aumento di tre punti percentuali rispetto al 2019. Un aumento che corrisponde a una contrazione dei contratti a tempo indeterminato che quest’anno si attestano al 17 per cento mentre lo scorso anno erano al 20. Leggero incremento per i contratti di apprendistato di appena lo 0,3 per cento, mentre la previsione per i contratti di somministrazione diminuisce di un punto e mezzo attestandosi a 8,4 punti percentuali.

In Sicilia una flessione del 35 per cento

Guardando al quadro territoriale, il numero delle assuzioni previste rispecchia la composizione imprenditoriale italiana. Il Nord prevede 126 mila assunzioni, il Sud 82 mila e il Centro 51 mila.
Il Nord-Ovest è comunque la zona che registra una contrazione maggiore nelle assunzioni rispetto al 2019. La media del Nord-Est è del 32,5 per cento, al Nord-Ovest arriva a meno 48,5 per cento, mentre al Centro si attesta al 37 per cento e al Sud, isole comprese, a 35 punti. In Sicilia si prevedono più di 15 mila assunzioni con una difficoltà di reperimento delle figure necessarie del 22 per cento. Il calo del fabbisogno di lavoratori, rispetto al 2019 è del 35 per cento.

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