A Catania ritornerà il car sharing, ma per il noleggio di biciclette c’è ancora da aspettare. A gestire il servizio sarà AmiGo, società nata dalla collaborazione di Amt, l’azienda metropolitana trasporti del Comune di Catania, con la sua omologa di Palermo, Amat. Il capoluogo regionale, dove il bike sharing c’è già, sta spingendo per arrivare a cento chilometri di ciclabili. Uno degli obiettivi post-Covid è infatti promuovere la mobilità sostenibile. Per ridurre l’inquinamento ma anche per fornire alternative al trasporto pubblico (affollato e più esposto a rischi di contagio) senza intasare le strade di auto private. AmiGo è un progetto che affonda le proprie radici a Palermo, quando, nel 2009, l’Amat avviò un servizio di car sharing con fondi ricevuti dal ministero dell’Ambiente. Il progetto nel tempo si è ampliato e modernizzato, coinvolgendo più città (tra le quali Trapani ed Enna) e aspirando anche alle isole. In totale in Sicilia AmiGo conta 207 vetture. Ma è solo uno dei progetti che ambiscono a trasformare la mobilità urbana dei principali centri siciliani.

Catania, 100 mila euro l’anno per AmiGo

Catania prevede la disponibilità per cittadini e turisti di 50 auto ibride da affittare anche a breve termine a prezzi convenienti. Le vetture, Lancia Y e Toyota Yaris, non sono state acquistate ma noleggiate, consentendo un risparmio. “L’appalto, tramite Consip, ha permesso il noleggio di queste macchine per un anno al costo di 100 mila euro”, dichiara il presidente dell’Amt Giacomo Bellavia. Un costo tutto sommato contenuto per un’azienda che non naviga certo nell’oro, nonostante abbia chiuso in positivo gli ultimi bilanci. A Catania sono presenti 37 parcheggi, con un totale di 144 stalli di sosta: le auto, a differenza delle flotte a flusso libero come Enjoy, non possono essere rilasciate ovunque ma solo nelle piazzole di sosta loro riservate. Tuttavia, durante l’utilizzo, possono essere parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu e usufruire delle corsie preferenziali. Per quanto riguarda i costi, l’utente deve pagare un abbonamento annuale di 25 euro e poi una tariffa proporzionale all’uso dell’auto in base al tempo e ai chilometri percorsi. L’utente si vedrà applicata la tariffa più conveniente, al minuto, all’ora o a giornata. Il pagamento può avvenire solo tramite carta di credito e l’auto può essere noleggiate da un minimo di un’ora a un massimo di sette giorni.

L’unione abbassa i costi

La novità di questo servizio è la sua validità regionale, che consente agli abbonati di muoversi in molte città della Sicilia, comprese quelle con più attrazioni turistiche e i tre principali aeroporti (Fontanarossa, Birgi, Punta Raisi). Questo implementa il servizio di trasporto pubblico dell’isola, i cui treni per spostarsi da provincia a provincia sono ancora lenti. E, come messo in luce da Michele Cimino, presidente di Amat Palermo, la sinergia tra le città, i comuni e le aziende di trasporto consente di ridurre i costi di gestione, perché distribuiti. Risparmiano le società ma anche gli utenti, ai quali può essere offerto un prezzo più conveniente senza pregiudicare il bilancio.

La sfida della mobilità urbana

A Palermo è già attivo un servizio di bike sharing. A Catania il progetto c’è, ma non è stato ancora concretizzato. Di mobilità sostenibile si è parlato nella diretta streaming di Legambiente Catania “La sfida della mobilità urbana ai tempi del Covid-19”, incontro moderato dalla presidentessa del circolo Viola Sorbello con ospiti, tra gli altri, i sindaci di Siracusa e Palermo, Francesco Italia e Leoluca Orlando, e l’assessore alla Mobilità di Catania Giuseppe Arcidiacono.

Palermo: 60 km di ciclabili entro il 2020

L’esigenza di ridurre i posti nei trasporti pubblici implica la necessità di introdurre nuovi mezzi per muoversi, evitando di congestionare il traffico con le proprie auto. A Palermo Orlando punta sul car sharing e bike sharing di AmiGo e promuove l’uso anche privato delle biciclette, che comporta una rinascita dei negozi rivenditori. “Oggi Palermo ha 39 chilometri di ciclabile, a dicembre arriveranno a 60 e si punta ai 100. La sinergia tra Amat e Comune consente di raggiungere gli obiettivi più velocemente, evitando troppi vincoli burocratici”. Orlando aggiunge che le aree pedonali aumenteranno anche in periferia, favorendo i piccoli commercianti più che i centri commerciali. Inoltre i fondi del Patto per il Sud saranno investiti in 12 parcheggi, nel collegamento sostenibile Palermo-Monreale e nel miglioramento della rete tramviaria, totalmente a terra (senza fili sospesi) e che ha già quattro linee attive e altre quattro finanziate.

Siracusa: aumentare Ztl e ciclabili

Investire i fondi del decreto Rilancio nella mobilità sostenibile, aumentando le Ztl e le ciclabili è l’obiettivo di Francesco Italia, sindaco di Siracusa. Ha approvato il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) nel 2018 e nel 2019 ha ricevuto 400 mila euro per ridurre l’inquinamento, una parte dei quali è stata elargita ai cittadini per l’acquisto di biciclette ancor prima degli incentivi promossi dal governo. Altri due milioni e mezzo di euro sono stati investiti acquistando due autobus a emissioni ridotte, realizzando due parcheggi scambiatori e implementando i collegamenti ciclabili tra centro e periferia. Siracusa ha già 23 chilometri di piste ciclabili realizzati con fondi comunali.

Catania: pedonalizzazioni e monopattini

Catania nella mobilità sostenibile è indietro rispetto alle altre due città metropolitane dell’isola. Dal momento che a settembre riapriranno scuole e uffici, i progetti devono essere a breve termine. “Progettare una ciclabile implica tempi lunghi e costi alti, per i quali non bastano i fondi ministeriali e ai quali il Comune non può far fronte” spiega l’assessore Arcidiacono. Per questo oggi ci si accontenta di ciclovie e di possibilità per le bici di percorrere le corsie preferenziali. A questo si aggiungono le nuove pedonalizzazioni (piazza Dante, la prossima sarà piazza Federico di Svevia), con l’acquisto di telecamere per controllare le Ztl, e la conclusione di quattro progetti per i Brt. A sostegno della mobilità condivisa sono legati i parcheggi scambiatori, tre dei quali realizzati con fondi regionali: Acicastello, Narciso e piazzale Michelangelo. Per il bike sharing bisogna ancora attendere, ma si punta già a incrementarlo anche con i monopattini.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui