Che il lockdown abbia inchiodato buona parte delle attività economiche non è un mistero. Nella sua ricognizione sull’economia siciliana, però, Bankitalia ha dato – numeri alla mano – un quadro più definito dell’effetto su industria, investimenti, immobiliare, servizi e trasporti. In generale, nella prima parte del 2020 le imprese “hanno subito una contrazione significativa a causa del diffondersi della pandemia”. Il “drastico calo della domanda interna ha determinato una marcata riduzione dei ricavi attesi”. E prosegue “il contesto di incertezza”

Industria: calo oltre il 30 per cento per un’impresa su tre

Tra metà marzo e metà maggio, le filiali della Banca d’Italia hanno condotto un’indagine straordinaria sugli effetti del coronavirus. Per il primo semestre del 2020, circa un terzo delle aziende ha previsto una contrazione del fatturato superiore al 30 per cento, con un andamento peggiore per le imprese che hanno sospeso l’attività. Più di un’azienda su quattro ha segnalato problemi di liquidità o alla struttura finanziaria, difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime o di prodotti intermedi e nella logistica. Bankitalia stima che gli investimenti industriali, già in flessione nel 2019, saranno “in ulteriore calo nel 2020”. Secondo via Nazionale, un terzo delle imprese industriali prevede una sostanziale stabilità della spesa rispetto all’anno precedente. Ma “la quota di imprese che ne prevede una riduzione supera di oltre 15 punti percentuali la frazione di quelle con investimenti in aumento”. In altre parole: saranno molte di più le imprese che investiranno meno rispetto a quelle che apriranno il portafogli.

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Immobiliare: rallentano compravendite e ricerche

A Palermo le ore lavorate, cresciute nei primi due mesi dell’anno, si sono più che dimezzate a marzo, per poi ridursi di oltre il 90 per cento ad aprile. Non sorprende, considerando che i cantieri sono stati interessati dal blocco. Almeno in teoria, il mercato delle compravendite non aveva le ganasce: procedure online, banche, notai sono sempre stati disponibili. Tuttavia, nel primo trimestre 2020 le compravendite immobiliari si sono ridotte di oltre il 15 per cento sia nel comparto residenziale sia nel non residenziale, in linea con l’andamento registrato nella media nazionale. Attenzione, però: “La riduzione è solo in parte attribuibile al diffondersi dell’emergenza sanitaria”. L’impatto del Covid sul settore “potrebbe manifestarsi in misura più rilevante nel corso dell’anno, in relazione sia alle difficoltà temporanee nelle contrattazioni sia alla probabile riduzione del reddito disponibile e della propensione all’acquisto di abitazioni per alcune fasce di popolazione”. Visto che in tasca ci sono meno soldi (lockdown o meno) si compreranno meno case. Una indizio è stato raccolto da Banca d’Italia analizzando i dati della piattaforma Immobiliare.it: tra marzo e aprile, nei capoluoghi di provincia si sono “fortemente ridotti” sia gli annunci di vendita che le ricerche online da parte dei potenziali acquirenti.

Servizi non finanziari: due su tre in grave difficoltà

Nei servizi privati non finanziari, quasi due imprese su tre prevedono una contrazione dei ricavi superiore al 30 per cento nel primo semestre del 2020. Anche Banca d’Italia sottolinea la crisi del turismo, uno dei compari “più esposti alla crisi” e meno reattivi alla ripartenza post-lockdown. C’è infatti da recuperare non solo “la domanda estera” ma anche “la fiducia dei viaggiatori”. Uno scenario che “amplificherà le difficoltà delle imprese per la stagione estiva 2020”.

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Trasporti: voli e autostrade più che dimezzati

Secondo gli ultimi dati in possesso di Bankitalia, nei primi quattro mesi del 2020 il traffico aereo di passeggeri in Sicilia si è più che dimezzato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea con la media nazionale. Anche questa, con il freno ai viaggi e alcuni aeroporti chiusi, non è una sorpresa. I dati dell’Anas relativi al traffico sulle strade e autostrade della regione (ad esclusione di quelle gestite dal Consorzio autostrade siciliane) a marzo segnano una contrazione del 53 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno prima (del 25 per i mezzi pesanti) e del 74 per cento ad aprile.

Nuove imprese: iscrizioni in calo del 14 per cento

Nel 2019 il numero di imprese attive in regione era lievemente cresciuto. Nel primo trimestre del 2020 segnalano “una drastica riduzione delle nuove iscrizioni”. Il calo in Sicilia delle nuove nate è stato del 14,1 per cento, di poco inferiore rispetto alla media nazionale (-15,5 per cento). Di conseguenza, cala di tre decimi di punto (all’1,8 per cento) il tasso di natalità, cioè il rapporto tra il numero di imprese nate nell’anno e la popolazione di quelle attive.

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